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NERO COME UN LIMONE

Paolo Severi

La prima cosa da sapere sul nero, è che il nero non esiste. Per “nero” si intende una miriade di cose diverse, che possono essere radiazioni elettromagnetiche non visibili dall’occhio umano, come la loro totale assenza. Per “nero”, normalmente intendiamo tutto ciò che è fuori dalla nostra percezione cromarica. Dire che il nero non è un colore è limitativo, perché di fatto è un’ira di dio di colori non visibili, oppure anche la loro assenza.
Il tutto e il contrario di tutto.
Quando la scienza ha cominciato a indagare sulle radiazioni elettromagnetiche non visibili, la tecnologia ha generarto una nuova era storica. E ha toccato solo gli aspetti “quantitativi” di alcune radiazioni. Gli aspetti “qualitativi” non fanno vibrare le lancette degli strumenti, ma fanno vibrare la sensibilità di chi (e sono pochi, ma non pochissimi), riesce in qualche modo ad entrare in sintonia, ad avere un contatto diretto con talune energie che permeano il Creato. Molti sensitivi prediligono le pietre nere come canalizzatori di energie percettive. Il mio rammarico è di non essere uno di questi. Ho conosciuto gente incredibile, dagli imbroglioni più grossolani, agli illuminati più straordinari, da chi pensa che sia sufficiente consultare una tabella, a chi ti fa prendere la scossa facendoti toccare una pietra.
Prova a pensare a una pila elettrica. All’interno c’è il buio più totale, ma l’energia potenziale che racchiude è in grado di illuminare, scaldare, fare rumore, azionare motori, insomma, il nero è anche energia potenziale.
Il Nero è la culla del Tutto.

E il Bianco?

Se si prende per buona la teoria del Big Bang, il bianco, cioè la luce, è nata dal nero, vale a dire dal buio. Siamo alle solite, la luce del Sole non è mica vero che è bianca, essa è una moltitudine di radiazioni elettromagnetiche, una ristretta gamma delle quali è da noi percepita come colore solo dopo che un qualche oggetto ne abbia assorbito una parte. Noi “vediamo” le radiazioni non assorbite, tanto per dimostrare che la luce del Sole non è bianca, e nemmeno incolore, e non sa nemmeno lei cosa sia. Di fatto, la luce del sole è nera come tutto il resto. Questi raggi, che non sono per niente colorati, quando incontrano un oggetto mutano: o vengono assorbiti, o respinti. I nostri occhi percepiscono questo cambiamento come “colore”, ma è un artificio, una invenzione di chi ci ha progettati. I colori esistono solo dentro di noi. Quanto detto vale sia per i colori in assorbimento, sia per quelli in emissione. Una lampadina rossa emette radiazioni che noi percepiamo come luce rossa. Tutto ciò è talmente comodo, che pensiamo che i limoni siano gialli, mentre abbiamo appena dimostrato che sono neri. Noi li “percepiamo” come gialli, e quindi siamo convinti che lo siano.
Uno dei risultati di questo semplice ragionamento è che, se i colori sono dentro di noi, non ha senso considerare il bianco o il nero come cose diverse dagli altri colori. Essi sono colori come tutti gli altri, vale a dire un valido aiuto alla nostra sopravvivenza e alla nostra capacità di giudizio. Se un fazzoletto lo percepisco come bianco, e un altro invece come nero, e un altro ancora come giallo, non c’è motivo di dire che il giallo sì che è un colore, mentre il nero e il bianco no. Dire che il nero è l’assenza di colore, il bianco la somma di tutti i colori e l’incolore la potenzialità di ogni colore, è un elegante modo di non dire niente.
Dato che i colori nascono nella retina dei nostri occhi in seguito a reazioni elettrochimiche dopo che fasci di radiazioni hanno attraversato il gruppo di lenti organiche che è il nostro occhio, per parlare compiutamente di colori bisogna riferirsi alle corrispondenti radiazioni elettromagnetiche, alle leggi ottiche, alla fisiologia dei nostri occhi, oltre che alla cultura, alla psicologia e a molti altri fattori. Pensare alla Teoria dei Colori solo come a una branchia della fisica ottica, è una semplificazione inaccettabile. Sarebbe come studiare la formica senza tenere conto del formicaio.

E il Giallo?

Nella scala cromatica è il colore primario mediano fra rosso e blu. Con “scala cromatica” intendo riferirmi alla “Teoria tradizionale dei colori”, in cui i colori si susseguono nell’ordine rosso, arancione, giallo, verde, blu, viola, come nell’arcobaleno. In questa scala non compaiono indaco e violetto (che sono gradazioni del viola), e nemmeno bianco, nero, marrone,  ciano, magenta e incolore.
Oggi sono di moda altri algoritmi cromatici. In essi si parla di ciano, magenta e giallo. Si tratta di algoritmi cromatici nati per i computer, e che hanno validità solo il quell’ambito.
Chiedo scusa per questa noiosa ma essenziale digressione. Ritengo che la Teoria tradizionale dei colori possa e debba essere rivisitata e aggiornata per avere validità generale, e non solo nell’ambito della fisica ottica. Però mi sembra incompatibile con i colori ciano e magenta. Quindi continuerò a parlare di rosso e di blu, anche se il titolo di questo capitolo è dedicato al giallo.
Giallo. Ho dimostrato altrove che il giallo scuro non esiste (https://oriegemme.it/pietre-da-leggere/giallo-scuro/), e che ciò dipende dal fatto che, essendo il colore centrale, è il più lontano dagli estremi (per noi umani, dall’infrarosso in poi e dall’ultravioletto in poi è sempre nero), per cui non ne è influenzato. Per questa ragione sarebbe corretto considerare una scala cromatica con origine dal Giallo, e che si espande e contrae di frequenza ai lati, generando gli altri colori.
Lascio questa possibile rimodulazione al tempo futuro.

E il Verde?

Il nostro occhio ha un numero di sensori dedicati al verde molto superiore che per gli altri colori. Siamo in grado di distinguere più gradazioni di verde che di ogni altro colore. Chi ci ha progettati sapeva che ci saremmo dovuti districare fra foreste, boschi e savane, dove il verde predomina. La componente funzionale è più forte di quelle fisiche! Tanto vale fare una digressione e parlare del grigio. I nostri occhi sono strutturati per avere una percezione di ciò che ci circonda anche quando la luce è talmente poca che non riesce a eccitare il cromatismo della natura. Nel buio quasi assoluto “spegniamo” i sensori cromatici e ne attiviamo altri, dedicati alla semioscurità, e abbiamo una visione in tonalità di grigio. Assolutamente indispensabile per la sopravvivenza. È quindi assodato che la percezione visiva è funzionale alla sopravvivenza, non dimentichiamolo mai. Bene. Il verde domina sulla terra ferma, che è il nostro habitat, e siamo attrezzati per percepirlo con maggiore precisione degli altri colori. Qual è il colore meno usato nell’abbigliamento e nell’arredamento? Il verde! In casa e nei nostri vestiti ci vogliamo sentire protetti e al sicuro, mentre al verde associamo attenzione, pericolo, lavoro e fatica. E qual è allora la fortuna dello smeraldo? È una pietra di potere, di dominio sulle difficoltà, di superamento delle paure.
Riassumendo: il Nero è il colore più importante, ma anche il bianco, il giallo, il verde e il grigio. Non siamo neanche a metà strada, e già è chiaro che non c’è gerarchia fra i colori. Non male.

E l’Arancione?

Come il verde, è un colore complementare, in quanto frutto dell’unione dei due colori primari rosso e giallo. Simmetrico al verde (blu più giallo), che è il colore più presente sulla terraferma, è un colore non tanto comune. Forse per questo è così amato.  Mentre c’è una ridondanza di marrone (che è composto da una miscela di molti colori), c’è scarsità di arancione, che è composto di Giallo e Rosso.
È un colore sacro per molte religioni; i buddisti lo abbinano sovente con il marrone. Specialmente in questo abbinamento dà una sensazione di armonia e serenità. Quasi l’opposto del verde. Ovviamente, se religioni antichissime lo ritengono un colore sacro, vuol dire che è un colore molto, molto importante.

E il Rosso?

Il Rosso è il primo colore visibile, prima di lui c’è l’Infrarosso, poi le microonde, le onde radio… Già sappiamo che la luce a noi visibile occupa uno spazio molto ristrtetto fra le onde elettromagnetiche; solo gli infrarossi occupano uno spazio cinque volte maggiore.
Anticipo che, dopo il Viola, anche l’ultravioletto occupa uno spazio di cinque volte maggiore a tutte le frequenze visibili, per poi continuare con i raggi X, i raggi Gamma, i raggi cosmici… Se con una manciata di colori il nostro mondo è così bello, chissà cosa non sarebbe se potessimo percepire anche altre frequenze, ma non fantastichiamo e torniamo al Rosso, il primo colore. Sangue e rubino.  Passione allo stato puro, in effetti è il colore più caldo di tutti. Chi lo sa, forse è anche il più importante.

E il Blu?

Il cielo, il mare, il lago, il fiume… e poche altre cose. Ce n’è talmente tanto nelle cose grandi, che sembra normale ce ne sia poco nelle cose piccole. In gemmologia è famoso il “Blu Manto di Madonna”, per designare la più bella tonalità degli zaffiri. Ci si riferisce alle vetrate delle cattedrali che, illuminate dal sole, fanno risplendere il manto della Madonna… solo che sono rarissime le cattedrali con queste raffigurazioni, e tutte hanno dei blu differenti. Però pare assodato che la Madonna avesse un manto blu. Pensate di quanta irrazionalità, se non addirittura magia, è intrisa la cultura dei colori. Sono elementi della Manifestazione più qualitativi che quantitativi, per questo ogni tentativo di irregimentarli in tavole cromatiche, tabelle e schemi è sempre approssimativo. Chiunque abbia una infarinatuira di fotografia, sa che il bianco è il colore più difficile, perché cambia con le ore del giorno, con il tipo di luce, con l’affaticamento degli occhi… e lo stesso vale per tutti i colori. Ed è anche per questo che i colori sono così affascinanti: osserva un paesaggio in cui il mare si confonde con il cielo. Mille tonalità di blu, nelle quali è troppo bello perdersi. È chiaro che il blu è il colore più importante di tutti.

E il Viola?

Il viola è un colore diverso dagli altri. Allo stesso tempo lo si trova nell’iride dopo il blu, lo si ottiene mischiando rosso e blu e, a ben vedere, prima che il rosso sconfini con l’infrarosso, c’è una zona di porpora… insomma, ci sono quanto meno tre tipologie di viola. Dopo il viola e prima del porpora le radiazioni elettromagnetiche sono a noi invisibili. Questi viola sono “le Porte dell’Invisibile”. Per questa ragione sono considerati colori sacri in moltissime Grandi Tradizioni. Ragione più che sufficiente per decretarne la supremazia sugli altri colori.

E il Marrone?

È  il colore del terreno. È formato dalla mescolanza di più colori, ha una individualità e una personalità tutta sua, dovuta al fatto di essere svincolato da complemantarietà. È sempre armonico, in qualunque abbinamento cromatico, insomma, va d’accordo con tutti i colori. La sua onnipresenza ne fa, ovviamente, il colore più importante di tutti.

E l’Incolore?

Prova a pensare se l’aria fosse colorata, tipo il fumo di un vulcano. Non vedremmo un accidente di niente. Anzi, è proprio grazie alla trasparenza del vuoto e dell’aria che possiamo vedere, quindi l’Incolore, essendo la potenzialità di ogni altro colore, pur non essendo un colore, è il più importante di tutti.

E con questo ho dimostrato che ogni gerarchia cromatica è illusoria. Però l’Incolore è il colore più mistificato di tutti. Più un diamante è incolore, più lo si definisce “bianco”, mentre c’è una enorme differenza fra il latte bianco contenuto in un bicchiere e il vetro trasparente e incolore di quel bicchiere.

Gli occhi

Con questi appunti ho cercato di dimostrare la mia gratitudine verso Madre Natura per avermi dato gli occhi, gli altri sensi, e un mondo meraviglioso in cui muovermi.

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