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MAGIA DELLE PIETRE DA TASCA

L’idea che le pietre debbano essere necessariamente “ostentate” in gioielli, in modo che il corpo ne possa essere un valido palcoscenico, ha le sue eccezioni. Moltissime persone si tengono in tasca qualche pietra, così, per giocherellarci, accarezzarle, cercare di innescare con esse una qualche comunicazione. Le pietre, così antiche, noi, così condizionati dallo scorrere del tempo, le pietre, così rigorose e senza paure, noi, così volubili e tormentati da sentimenti contrastanti. Chi lo sa, accarezzando queste pietre il tempo può avere un fluire un po’ meno incasinato, non certo statico come per queste pietre, ma avere un rapporto un po’ più rilassato con questo tempo che, talvolta ci vorrebbe troppo frenetici, insomma, ognuno può avere con le pietre il rapporto che gli pare, ma tenere in tasca una bella pietra è una gran bella cosa. Non dimentichiamo la mia fissazione per “La ricerca del bello nelle piccole cose”. Avere una bella pietra con sé, per forza porta buono. Prova a pensarci: la sua nascente bellezza, percepibile anche solo accarezzandola, per forza ci aiuta a ricordare che siamo anche noi parte della Bellezza Totale, anzi, ne siamo grumi di cosciente consapevolezza, con la responsabilità di diffondere sensibilità e … Insomma, questo è il mio modo di vedere e vivere le pietre, mi ci trovo bene, e spero che tutti possano avere un rapporto pulito con le pietre. Un consiglio che mi sento di dare, è di non “demandare” ciecamente ad altri le proprie responsabilità, ma di essere il più possibile attori, e il meno possibile spettatori. Che c’entra con le pietre? C’è chi chiede alla pietra guarigione, fortuna, amore, successo e altre banalità. Io, suggerisco di chiedere partecipazione al Grande Equilibrio.

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