
Su questo argomento esistono mille scuole di pensiero differenti, per cui niente di male se dico anch’io la mia.
Noi abbiamo molti più ricordi e conoscenze di quanto non crediamo. A questi “serbatoi” di conoscenze, che puoi chiamarli istinto, inconscio, inconscio collettivo o come ne hai voglia, normalmente non si ha accesso, per le mille influenze che ci condizionano a un quotidiano piuttosto razionale.
Il pendolino può essere un sistema per superare, bypassare questi ostacoli, e attingere a conoscenze che, in qualche modo, sono sopite in noi.
Un esempio: io sono molto disordinato, i miei libri giacciono ammucchiati alla belle meglio in vari armadi della casa e, a un bel momento, ne cercavo uno che avevo letto una decina di anni fa. Non lo trovo, lo chiedo al pendolino, e lui mi dirige al punto esatto: in alto, su di una libreria, in seconda fila, nascosto dai libri che c’erano davanti.
Più complesso il caso della pietra perduta. Ero disperato che non trovavo più una pietra di un cliente. Mi viene a trovare l’amico Frank, mi vede agitato, gli spiego il perché, mi chiede una piantina della casa (è a tre livelli), scruta la piantina con il pendolino e mi indica una posizione nel seminterrato. Lì c’è una cassaforte, lì avevo ritirato la pietra, lì l’ho ritrovata. In questo caso Frank deve avere in qualche modo percepito i miei messaggi inconsci. Gran personaggio Frank, peccato che sia matto come un cavallo da corsa.
Con questa interpretazione, purtroppo ci è preclusa la possibilità di vincere a colpo sicuro al Superenalotto, così come di toccare qualunque conoscenza che non ci appartiene in nessun modo. Niente di soprannaturale, quindi, o purtroppo, fate voi. Però qualcosa che può effettivamente dare dei risultati, come trovare il calzino spaiato o la lettera riposta in un libro quindici anni fa.
MAGIA – DESCRIZIONE E FUNZIONAMENTO DEI PENDOLINI
Il pendolino lo tengo in mano; è ovvio che il suo movimento è determinato dalla mia volontà, conscia o inconscia che sia. Se lo tenessi al chiuso di una teca, perché possa oscillare ci vorrebbe o il terremoto, o la telecinesi. Quindi il problema sta nella sincerità, nel distacco, nel lasciare che le forze inconscie condizionino il movimento senza una partecipazione cosciente. Tutto qui. Per agevolare le domande, e indirizzare le risposte, esistono tabelle di ogni tipo, ma non è questo il mio lavoro. Io, costruisco pendolini. Ovviamente, utilizzo pietre rigorosamente naturali, sia grezze, sia lavorate, supporti da tenere con una o con due mani, insomma, tutti pezzi unici, simpatici, costruiti con molta partecipazione. Non so se funzionano meglio o peggio dei pendolini industriali che assomigliano a strumenti di alta tecnologia. I miei sono tutti pezzi unici; mi diverto a costruirli, e spero diano soddisfazione nell’usarli. Dato che ritengo che, perché possano funzionare, debbano entrare in “sintonia” con chi lo utilizzerà, ho costruito pendolini che sono anche ciondoli, anelli, pietre da tasca. Come sempre, un po’ di sorriso e un po’ di cultura. Questa è la mia ricetta per superare, anche se di poco, i limiti dell’ordinario.

















