

Nei romanzi d’avventura, il travone che serve per abbattere il portone d’ingresso alla città è decorato con una testa d’ariete. Questo fiero animale è giustamente noto per la sua testa dura, ma qui, più in alto delle nuvole, le sue corna non sembrano così micidiali. Il suo vello candido ci ricorda una bella nuvola (cielo a pecorelle), e le nuvole sono portatrici di ogni possibilità: dalla fertilità alla siccità, all’uragano, al fastidio di una pioggerella uggiosa, alla delizia di un tramonto infuocato. Nel mare di ogni possibilità, possiamo cogliere ciò che ci necessita, ma per ottenere buoni risultati bisogna sapere aspettare, e bisogna sapere, se necessario dimostrare una testa davvero dura.

*)Ricordiamo che pietre incolori, bianche, grigie, nere, marroni e policrome si possono abbinare con ogni segno. Autori diversi propongono altri abbinamenti.
Le zampe appena sotto alla linea dell’eclittica (i semi sotto al terreno), il vello protettivo appoggiato sopra di esse (le foglie secche a protezione di improvvise gelate), il volto placido e sognante (la cura del contadino), sereno perché tutto è protetto da una coppia di formidabili corna (l’esperienza, la conoscenza e la determinazione di chi cura il campo). La Primavera si prepara al risveglio, la maternità di Madre Terra sta compiendo il suo periodico miracolo, rinverdendo tutto l’emisfero nord del nostro splendido pianeta. Sembra che tutto si svolga con naturalezza e semplicità, ma quanta cura, e quanta determinazione alle spalle di ogni Primavera!
Che poi, la Primavera la si associa volentieri alla gioventù, e questo può comportare una punta di rimpianto per il passare delle stagioni. Ma non è corretto: se la Primavera, e quindi la gioventù, la misuri dalla freschezza delle idee, è qualcosa che ci può stare sempre davanti, e non necessariamente solo alle spalle. Segno di “Fuoco”! E guai se non ci fosse fuoco nella gioventù, e guai se questo fuoco lo lasci spegnere.

Le stelle dello Zodiaco
Le loro dimensioni variano: da più piccole del nostro sole, a oltre diecimila volte più grandi. Le loro distanze, da pochi anni luce, a svariate migliaia. Talvolta sono facilmente visibili a occhio nudo, altre bisogna ricercarle con strumenti sofisticati. Certe sono visibili per tutta la notte, altre solo per poche ore. Alte nel cielo, oppure basse sull’orizzonte.
Quante sono le stelle per ogni segno? Le principali possono essere una dozzina, ma se vai a scrutare quella zona di cielo con un semplice cannocchiale, si moltiplicano a dismisura. E con un telescopio, oltre alle stelle potrai vedere intere nebulose e galassie e ammassi stellari di varia natura. A questo punto, quali sono le
“stelle principali“? Le più facilmente visibili? Le più vicine? Le più lontane? Ma che senso ha dire «più lontane», quando non sappiamo neppure se l’Universo finisce da qualche parte? Oppure le più luminose? Le più grandi? Le più strane? Quelle che emettono più radiazioni? Quelle che hanno più possibilità di avere sistemi planetari simili al nostro? Le più antiche? Le più giovani? Non sarà che sono tutte importanti allo stesso modo?
La domanda più ricorrente è: «Ma come possono avere un’influenza su di noi quelle stelle così lontane?» E la risposta più spontanea è: «E come possono non averla?».



Nei romanzi d’avventura, il travone che serve per abbattere il portone d’ingresso alla città è decorato con una testa d’ariete. Questo fiero animale è giustamente noto per la sua testa dura, ma qui, più in alto delle nuvole, le sue corna non sembrano così micidiali. Il suo vello candido ci ricorda una bella nuvola (cielo a pecorelle), e le nuvole sono portatrici di ogni possibilità: dalla fertilità alla siccità, all’uragano, al fastidio di una pioggerella uggiosa, alla delizia di un tramonto infuocato. Nel mare di ogni possibilità, possiamo cogliere ciò che ci necessita, ma per ottenere buoni risultati bisogna sapere aspettare, e bisogna sapere, se necessario dimostrare una testa davvero dura.

*)Ricordiamo che pietre incolori, bianche, grigie, nere, marroni e policrome si possono abbinare con ogni segno. Autori diversi propongono altri abbinamenti.
Le zampe appena sotto alla linea dell’eclittica (i semi sotto al terreno), il vello protettivo appoggiato sopra di esse (le foglie secche a protezione di improvvise gelate), il volto placido e sognante (la cura del contadino), sereno perché tutto è protetto da una coppia di formidabili corna (l’esperienza, la conoscenza e la determinazione di chi cura il campo). La Primavera si prepara al risveglio, la maternità di Madre Terra sta compiendo il suo periodico miracolo, rinverdendo tutto l’emisfero nord del nostro splendido pianeta. Sembra che tutto si svolga con naturalezza e semplicità, ma quanta cura, e quanta determinazione alle spalle di ogni Primavera!
Che poi, la Primavera la si associa volentieri alla gioventù, e questo può comportare una punta di rimpianto per il passare delle stagioni. Ma non è corretto: se la Primavera, e quindi la gioventù, la misuri dalla freschezza delle idee, è qualcosa che ci può stare sempre davanti, e non necessariamente solo alle spalle. Segno di “Fuoco”! E guai se non ci fosse fuoco nella gioventù, e guai se questo fuoco lo lasci spegnere.

Le stelle dello Zodiaco
Le loro dimensioni variano: da più piccole del nostro sole, a oltre diecimila volte più grandi. Le loro distanze, da pochi anni luce, a svariate migliaia. Talvolta sono facilmente visibili a occhio nudo, altre bisogna ricercarle con strumenti sofisticati. Certe sono visibili per tutta la notte, altre solo per poche ore. Alte nel cielo, oppure basse sull’orizzonte.
Quante sono le stelle per ogni segno? Le principali possono essere una dozzina, ma se vai a scrutare quella zona di cielo con un semplice cannocchiale, si moltiplicano a dismisura. E con un telescopio, oltre alle stelle potrai vedere intere nebulose e galassie e ammassi stellari di varia natura. A questo punto, quali sono le
“stelle principali“? Le più facilmente visibili? Le più vicine? Le più lontane? Ma che senso ha dire «più lontane», quando non sappiamo neppure se l’Universo finisce da qualche parte? Oppure le più luminose? Le più grandi? Le più strane? Quelle che emettono più radiazioni? Quelle che hanno più possibilità di avere sistemi planetari simili al nostro? Le più antiche? Le più giovani? Non sarà che sono tutte importanti allo stesso modo?
La domanda più ricorrente è: «Ma come possono avere un’influenza su di noi quelle stelle così lontane?» E la risposta più spontanea è: «E come possono non averla?».

















