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CRISOBERILLO

Splendido crisoberillo di circa 7 carati.

Lotto di crisoberilli: il colore di queste gemme può variare dal giallo al nocciola al verde

Una cosa è certa: l’aria di festa che dà una cartina di crisoberilli sfaccettati, è assolutamente unica. E non è un problema di indici di rifrazione, dispersione, trasparenza e cose di questo genere.
E’ qual cos’altro, qualcosa di più sottile, una qualche vibrazione luminosa che fa entrare in risonanza quella sottile corda che in noi è legata all’idea di festa, di gaiezza, di serena allegria. Le pietre sintetiche, che agli strumenti sembrano del tutto simili a quelle naturali, non danno quest’aria di festa, ma al contrario sembrano sterili cristalli di ghiaccio. Va da se che il crisoberillo è indicato a chi ama la compagnia, la festa, la gioia, ed è bene che non sia indossato da solo, ma, come dire, a grappolo.

Crisoberillo occhio di gatto; ct 7 circa. Uno dei vantaggi di fotografare pietre preziose alla luce del Sole è che, talvolta, si fotografa anche il paesaggio circostante. In quest’occhio di gatto è sono rimasti impressi i rami di un viale d’autunno.

Un fatto strano di questa pietra, è che è più conosciuta per le sue eccezioni che per ciò che è normalmente. L’ “occhio di gatto” o “cimofane“, è un crisoberillo che, tagliato a cabochon, presenta una striscia luminosa che attraversa la pietra, e l’effetto è proprio simile a quello di un felino che ti guata nella notte. A Sri Lanka. chi sa di pietre, sa che il “cat’s eye” è una pietra che cammina. La puoi trovare ovunque, senza che prospezioni geologiche o la presenza di altri tipi particolari di pietre ne possano in qualche modo pronosticare la presenza. Sovente chi ha trovato una di queste gemme nel proprio appezzamento di terreno, si è rovinato nel cercarne altre, scavando in lungo e in largo, devastando il terreno alle colture, e non trovando assolutamente nulla. La particolare natura di “pietra che cammina“, fa sì che sia cosa normale perdere gli anelli con occhio di gatto, salvo poi ritrovarli, magari a distanza di anni.

Per queste ragioni, è bene tenere questa pietra solitaria da sola, ed è indicata a chi cerca una guida nelle tenebre, una sensibilità felina per cammini solitari, una compagnia per i propri viaggi introspettivi. Altra rarità nella famiglia dei crisoberilli è la “alessandrite“. Una gemma la vediamo di un certo colore, o perché ha assorbito tutti i colori fuorché quello che vediamo, o perché emette quel tal colore. Talvolta l’equilibrio fra le due cause è labile, ed è sufficiente cambiare tipo di illuminazione per avere due colori completamente diversi. Tale fenomeno, è considerato da molti (chissà poi perché) un difetto nello zaffiro che da azzurro in luce naturale vira in viola in luce artificiale, mentre è universalmente considerato una grande meraviglia nella alessandrite che vira dal rosso vinaccia in luce artificiale, al verde in luce naturale. Il crisoberillo alessandrite è, obiettivamente, meno bello del crisoberillo normale, ma la sua estrema rarità ne fa una gemma ambitissima, e in giro per il mondo capita spesso che qualcuno cerchi di rifilarti corindoni sintetici che imitano l’alessandrite. Sono pochi i turisti che, visitando l’Egitto, non si sono lasciati incantare da questa pietra, e centodieci volte su cento si è trattato di un falso. Che poi l’alessandrite con l’Egitto non centra nulla, perché deve il suo nome au qualche Zar russo, e non alla città egiziana di Alessandria, né tanto meno alla Alessandria padana. A chi consigliare questa pietra, non così bella, ma così affascinante, mai uguale a se stessa, mutevole e inquietante? A chi si ritrova nel divenire e nel cambiamento, a chi viaggia più agevolmente nel tempo che nello spazio, a chi si sente scorrere più di una vita nelle vene, a chi sente che il presente non è poi così rigoroso, perché esistono diecimila presenti tutti compossibili.

Queste foto rappresentano un’unica pietra in differenti posizioni e illuminazioni: è
un grezzo, ben formato e ben geminato.
Proviene da un giacimento alluvionale di Sri Lanka,
e le antiche alluvioni non
lo hanno danneggiato. Se si aggiunge che si tratta di un crisoberillo occhio di gatto alessandrite, si può dire che
è un reperto più unico che raro. Il peso è di 3,39 ct.

E, dato che la disciplina artistica che più di ogni altra si esprime con le mutazioni e col tempo, è la musica, una alessandrite, anche se piccolissima, sarà bene che accompagni ogni musicista.

Un’isola nell’isola; una rarità fra le rarità, è il crisoberillo occhio di gatto alessandrite. Davvero si tratta di una gemma rarissima, dal valore enorme, e dal fascino veramente conturbante. A chi consigliare tali gemme? E come consigliare a più persone cose più uniche che rare, e che sono quindi indisponibili, se non a costo di sacrifici veramente notevoli?

Chi nel suo cammino ha un occhio di gatto alessandrite, non è certo un personaggio comune. Cercare la musica del proprio cammino interiore, e non smarrirsi malgrado i mutevoli aspetti dello stesso cammino, non è cosa comune, ma è per chi vive in una dimensione estetica permeata di grande musica e grande magia.
E’ una pietra che dovrebbe essere posseduta solamente dai grandi maghi, ed è risaputo che se viene incautamente usata da chi non è all’altezza, in breve la perde o viene indotto a liberarsene, e la pietra da sola cercherà una sua nuova storia per finire, chissà, in un nido d’aquila o presso un grande mago.

Crisoberillo occhio di gatto alessandrite, in luce naturale (foto piccola) e in luce artificiale (foto grande).

Crisoberillo alessandrite ci ct 6,99 eccezionalmente limpido. Proviene da Sri Lanka. Lo vediamo in luce naturale (foto piccola) e in luce artificiale (foto grande).

Alessandrite (ct4,86) di provenienza russa, in luce naturale (foto piccola) e in luce artificiale (foto grande).

SCHEDA TECNICA

Durezza: 8,5
Indice di rifrazione: 1.747-1.756
Formula chimica base: BeO.Al2O3
Sistema cristallino: rombico
Peso specifico: 3.71
Colore: da incolore (rare; si trovano talvolta nei giacimenti di diamanti), a gialle, nocciola, marrone, verde. La colorazione è dovuta a tracce di ferro. Il cambiamento di colore dell’alessandrite è dovuto a tracce di ossido di cromo. La varietà “occhio di gatto” è conosciuta anche col nome di “cimofane“.
Giacimenti: Brasile, Sri Lanka, Urali, Birmania, Madagascar, Tanzania.
NOTA BENE: Esistono in commercio imitazioni e sintesi molto pericolose. Specialmente per le alessandriti, consigliamo la massima prudenza. Il fenomeno “occhio di gatto” esiste anche con altre pietre, di cui talune (apatite e scapolite), possono essere molto simili.

btt