Filo diretto col gemmologo

 

DOMANDE E RISPOSTE

PRESENTAZIONE DELLA RUBRICA

Non esistono due pietre uguali su tutto il nostro pianeta; per questa ragione a molte domande è difficile dare risposte secche e conclusive; il bello della gemmologia sta anche in questo. La cultura delle pietre è, troppo spesso, mediata dalla pubblicità del diamante, per cui in molti vorrebbero pietre con lavorazione rigorosa, colore omogeneo, limpidezza alla lente. Il guaio è che queste richieste di mercato vengono ascoltate ed esaudite, e l’industria sforna pietre omogeneizzate, che di naturale hanno giusto la provenienza. Le pietre sono un importante passo nella ricerca del bello nelle piccole cose. Nelle nostre risposte non vogliamo dare numeri o riferimenti a classificazioni, ma comunicare un po’ dell’esperienza accumulata in tanti e tanti anni dedicati allo studio delle pietre. Qui di seguito rispondo, a modo mio, a molte frequenti domande. Siete tutti invitati ad arricchire questa rubrica con domande e considerazioni. I quesiti più stimolanti verranno premiati con un regalo. Risponderemo a tutti, e le domande di interesse generale saranno pubblicate.

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Qual’è la pietra del mio segno?

Spesso, a domande semplici, è impossibile dare risposte altrettanto semplici. In effetti, se ci si togliesse lo sfizio di paragonare tutti gli abbinamenti fra pietre e segno dello zodiaco che si possono rintracciare nelle varie pubblicazioni nazionali ed estere, probabilmente non troveremmo due pareri concordanti. Gli zodiaci, come cultura, risalgono all’epoca dei Caldei; stiamo parlando di alcune migliaia di anni fa. Quella cultura ci è pervenuta frammentaria, interpretata in vario modo, tradotta, trascritta, di nuovo tradotta e così via. Rimane lo spirito di quella tradizione, ma i dettagli sono veramente fumosi. Le nuove tendenze di pensiero olistico si avvicinano molto a certe concezioni antiche: ogni cosa è collegata in vario modo con ogni altra cosa, quindi esistono legami anche fra le pietre preziose e le stelle. Altro problema è dare delle semplici ricette del tipo “ai nati sotto il segno del gabbiano si addice la pietra cianfurlite”, compito che lasciamo volentieri ai rotocalchi da quattro soldi. Noi pensiamo che il legame con una stella, con una pietra, con un’emozione, sia un legame qualitativo e non quantitativo; per questa ragione deve essere vissuto con libertà, senza vincoli di banali ricette, ma con apertura e disponibilità mentale e spirituale. Le pietre preziose sono preziose anche perché sono più vicine al qualitativo che al quantitativo. La ricerca della propria pietra, della propria stella, del proprio profumo, può e deve essere una ricerca qualitativa. È un cammino, che vale la pena di percorrere. (Nota: tutti i nostri libri approfondiscono anche quest’argomento)

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Conviene investire in pietre preziose?

Per rispondere adeguatamente, elenchiamo i vantaggi e gli svantaggi di un investimento in pietre.

VANTAGGI

 Danno piacere quando si cercano,
 Danno piacere quando si comperano,
 Danno piacere mentre si posseggono,
 Danno piacere mentre si usano,
 Danno piacere quando le si regala,
 Danno piacere quando le si riceve in regalo,
 Sono il regalo più duraturo,
 Possono dare soddisfazione rivendendole,
 Sono un concentrato di valore,
 Sono facilmente trasportabili,
 Sono facilmente occultabili,
 Sono apprezzate in tutto il mondo, in tutte le culture, in tutte le civiltà,
 Se usate con accortezza, non si deteriorano mai,
 È normale un loro aumento di valore,
 Mantengono alto il loro valore anche in periodi di crisi,
 In caso di momentanea necessità, è agevole ottenere prestiti lasciandole in garanzia,
 Se ci stanchiamo di un gioiello, possiamo riutilizzare oro e pietre per costruirne un altro,
 Il loro colore non sbiadisce mai,
 I passaggi di proprietà, anche in caso di successione, non lasciano strascichi burocratici,
 Non subiscono i capricci della moda,
 Sono un incredibile concentrato di emozioni, passioni e vibrazioni,
 Sono un fantastico supporto per sognare, meditare, partecipare alla magia che ci circonda,
 Sono “status symbol” universalmente riconosciuti,
 Sono fra le cose più belle che esistono; è stato detto che le pietre sono più vicine a Dio, perché più vicine alla Creazione,
 Piacciono praticamente a tutti.

SVANTAGGI

 È difficile comperarle bene,
 Possono ingolosire i malintenzionati,
 Sono difficili da rivendere,
 Il loro valore non è fisso,
 Se smarrite o rubate, è difficile ritrovarle,
 Non danno reddito monetario,
 È difficile trovare un esperto.

I vantaggi vincono di gran lunga. Non conosciamo altri investimenti che abbiano i vantaggi elencati, con svantaggi così facilmente controllabili. Purtroppo, certi vantaggi possono abbagliare, e portare a decisioni affrettate. I dubbi possono essere sulla qualità e sul valore. Per la qualità, esistono i laboratori di analisi gemmologia; per il valore, i periti del settore. Certo, sono analisi che hanno un costo, e non sempre il gioielliere è anche gemmologo. È meglio un’accurata analisi prima di comperare. Oggi, accanto alle pietre naturali, ci sono molte pietre false, o non completamente naturali, e solo un esperto qualificato è in grado di dare le opportune garanzie.

SÌ, CONVIENE INVESTIRE IN PIETRE PREZIOSE! Le pietre preziose sono un importante passo nella ricerca del bello nelle piccole cose. Quello finanziario è uno degli aspetti; a nostro avviso, non è nemmeno il più importante. Per acquistare una pietra preziosa, consigliamo di rivolgersi a professionisti esperti, e di rifiutare ogni occasione di facile “affare”. All’estero, per televisione, in banca, al bar, è veramente difficile concludere buoni affari. Negli ultimi secoli, le pietre preziose non sono mai diminuite di valore. La speculazione del tipo “compero oggi e vendo fra una settimana”, non va bene per le pietre: il loro valore va al di là dei momenti contingenti, delle generazioni, della storia personale. La loro bellezza è al di là del tempo e della storia. Generalmente, negli investimenti finanziari si cerca di salvaguardare il capitale, avere un utile, e un incremento di valore. In altre parole, si ricercano principalmente gli aspetti “quantitativi”. Investendo in borsa, generalmente si ignora di cosa si occupano le società alle quali si dà fiducia. Le pietre preziose non danno dividendi, ma sono così belle! E, se le comperi bene, te le godi fino al momento che deciderai di regalarle o venderle, e anche allora avrai gioia e soddisfazione.

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Nella scelta di una pietra preziosa, che importanza ha la provenienza? E’ vero che vale di più un rubino birmano di uno siamese?

La tendenza attuale fra i laboratori di analisi gemmologiche, è di non indicare la miniera o l’area geografica di provenienza delle pietre in esame. In effetti, lo studio al microscopio delle inclusioni, può dare delle indicazioni, ma non delle certezze assolute. Così quando si parla di “zaffiro Ceylon”, si intende, commercialmente parlando, uno zaffiro naturale, il cui colore è tipico delle giaciture dell’isola di Sri Lanka, anche se proviene da altre zone. In altre parole, la tendenza attuale è che la provenienza non identifica un’area geografica, ma una famiglia di colori. Questo complica le cose? certo; ma siamo di fronte a pietre preziose, e se le cose fossero troppo semplici, anche la loro preziosità diminuirebbe.

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La mia ragazza ha gli occhi di un verde incredibile, e le vorrei  regalare una pietra simpatica. Pensavo ad un occhio di gatto. E’ una buona idea?

Sicuramente quegli occhi sono interessanti, ma continuare a sottolineare gli occhi può essere limitativo. Io suggerirei un rubino rosa chiaro, magari stellato. Ha un colore complementare a quel verde che, pur se affascinate, corre il rischio di coprire ogni altra cosa. Così si ristabilisce un equilibrio, e quando la mano con l’anello di rubino rosa si avvicinerà a quegli occhi verdi, la miscela sarà definitivamente esplosiva

 

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È vero che ci sono pietre che portano fortuna, e altre che portano sfortuna? Da dove nasce la credenza che alcune gemme siano positive, e altre negative?

Cos’è un talismano? È un canalizzatore – catalizzatore di energie, in grado di attirare quelle a te positive, e di respingere quelle a te negative. Perché si inneschi questa “simbiosi”, è indispensabile un forte rapporto emotivo, uno stretto legame fra te e la tua pietra. Il trucco della magia, sta nel crederci. Anche qui, non aspettarti da me regolette del tipo: “questa pietra porta bene e questa no”, perché regole assolutamente fisse non ci sono (quindi  anche questa regola non è fissa) Ti consiglio di leggere il capitolo “Ametista pietra trista” del libro “Pietre non Ordinarie”. Un valido sistema per trovare una pietra portafortuna, è il seguente: si guardano parecchie pietre, ma tante per davvero. Poi si torna a guardarle, e poi ancora. Quando scatta una specie di scintilla, e una pietra ti dice qualcosa di particolare, prendila.

 

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Vorrei regalare una pietra preziosa al mio uomo, e sono molto indecisa, anche perché non posso spendere un capitale. Cosa consigliate?

Che bella domanda! Zaffiro giallo, zaffiro o rubino stellato, pietre rare come sinhalite, cornerupina, occhio di gatto, oppure uno zaffiro chiaro con inciso lo stemma di famiglia, un grosso quarzo stellato per farne un ciondolo, un bel grezzo di zaffiro o rubino o smeraldo sempre per un ciondolo, un cabochon di zaffiro. Se si vuole andare sul difficile, si può cercare un “trapice” di smeraldo, o uno zaffiro chiaro con delle inclusioni nitide e di bel disegno. Queste sono alcune idee per una pietra da indossare; poi si può pensare a una pietra per iniziare o continuare una collezione, per cui ogni varietà gemmologica, corredata da una scheda tecnica specifica, può essere un regalo di ottimo gusto. Non c’è che l’imbarazzo della scelta, e non è per niente detto che per dare emozioni positive, una pietra preziosa debba anche costare moltissimo.

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Quali pietre preziose vengono usate per scopi magici?

La più conosciuta è la sfera di cristallo. La tradizione vuole che si tratti di una sfera di quarzo incolore; taluni sostengono che il quarzo debba essere stellato. Le dimensioni hanno poca importanza, perché la forma rotonda e gli strani giochi di luce servono da “mandala”, da supporto alla meditazione, alla introspezione, al colloquio e al dialogo con se stessi che si innesca quando si entra in sintonia con dimensioni diverse delle ordinarie. Tale stato d’animo, tale percezione dell’anima, è comune a molte tecniche di divinazione. Utilizzare le pietre preziose per l’I King, è una pratica poco conosciuta ma molto bella. Si prendono cinquanta pietrine colorate e le si utilizzano al posto degli steli di “achillea millifoglis”. Il piccolo cerimoniale che ne sortisce è pieno di colori e di guizzi di luce, e non c’è come giocare con la luce per addentrarsi nelle strane dimensioni del tempo. Le arti “geomantiche” sono antiche quanto la terra; tutto ciò che c’è sulla terra, è terra in qualche modo trasformata. Dato che le pietre preziose non hanno subito trasformazioni per migliaia di secoli, fino a che non sono state lavorate per farle brillare, hanno la capacità di “dirigere” i mutamenti e le trasformazioni dell’ambiente che le circonda. Così accade che se un “mago” comunica per davvero con la sua pietra, questa lo può aiutare nella sua arte. Un buon sistema di interiorizzare il rapporto con la propria pietra, è quello utilizzato da certi sciamani del Nuovo Messico. Si lascia riposare la pietra in un vaso di terracotta, a bagno con acqua di fonte o di pioggia, e sale marino. Possibilmente all’aperto, per tutta la durata di una lunazione. Poi, per un’altra lunazione, si tiene sempre la pietra con sé, guardandola sotto tutte le angolazioni e tutte le luci; parlandole, ponendosi problemi, attivando il dialogo interiore. Se la pietra è montata in un anello, non lo farai provare a nessuno. Ricordiamo che i rituali, generalmente, non funzionano in quanto rituali, ma in quanto sollecitano una intima partecipazione. Per questa ragione, lo stesso risultato si può ottenere con rituali completamente diversi, allo stesso modo che una preghiera può essere esaudita in tutte le religioni. (Nel libro “Perché le Pietre Preziose?” diamo una dettagliata spiegazione dell’I-King con le pietre)

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Conviene comperare pietre e gioielli per televisione o per Internet?

Negli Stati Uniti, continuano ad avere un enorme seguito i predicatori televisivi, che vendono fede a chi, negli angusti spazi metropolitani, aspira ad orizzonti più ampi, ma non ha abbastanza fuoco personale per uscire dalla porta. Da noi, hanno successo le vendite per televisione; questo fatto suscita, generalmente, sdegno e disappunto fra gli operatori del settore. In effetti non si capisce come si possa comperare una cosa preziosa senza vederla, senza provarla, senza soffrirla un poco. Nè si capisce come si possa giudicare una pietra di colore accontentandosi del colore che ci offre la televisione. Evidentemente giocano due fattori: da un lato la televisione che ti rivolge un’offerta cui puoi aderire o meno, senza nessun problema. Dall’altro, il desiderio di qualcosa di prezioso, e il timore che se vai da un gioielliere quello ti costringe a comperare a caro prezzo cose che forse non ti piacciono nemmeno troppo. Un consiglio agli orafi, è di trovare il sistema di utilizzare anche loro la televisione; non per vendere, ma per dare informazioni. Un consiglio a tutti, è di non stancarsi di girare per le gioiellerie, e chiedere tutte le informazioni che si vuole. Se poi non avete soddisfazione, ditelo, e andate da un’altra parte. E se, malgrado ciò, le offerte televisive vi continueranno a sembrare così allettanti, allora comperate pure per televisione! Internet non è molto diverso. Molti siti sono dei cataloghi e niente più. Da parte nostra ce la stiamo mettendo tutta perché questo sito sia qualcosa di più di un banale catalogo figurato; contiamo sulla vostra partecipazione per renderlo il più vivace possibile.

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Vorrei regalare alla mia fidanzata una pietra preziosa, e vorrei saper qual è la migliore per un investimento in denaro. Personalmente, avevo pensato ad un diamante.

Su ogni quotidiano, nella pagina della finanza, sono elencati i valori giornalieri di centinaia di azioni quotate in borsa. Certe aumentano di valore, certe diminuiscono, altre rimangono stabili mentre ce n’è che crollano e che si moltiplicano. Tutti fanno previsioni, ma nessuno è accreditato come profeta. Per le pietre preziose è lo stesso, con molti vantaggi rispetto alle azioni quotate in borsa. Nel corso delle ultime generazioni i valori di tutte le pietre preziose sono enormemente aumentati, mentre nessuna pietra è fallita. Questo lascia bene sperare che anche in futuro sarà così; è una speranza fondata, ma non è una certezza. Nell’investimento finanziario, l’aspetto “quantitativo” è il prevalente. Ma se comperi una pietra per la tua ragazza, non badare a queste cose. Non lasciarti influenzare da pubblicità o da luoghi comuni; fatti guidare dall’estro e dalla fantasia. In certe culture, i fidanzamenti vengono decisi o dai genitori o dagli oroscopi; non credo che sia il tuo caso. Quando tu e la tua ragazza avete deciso che vi eravate reciprocamente più che simpatici, lo avete fatto in libertà. È stato un atto d’amore spontaneo, e tale spontaneità è bene accompagni ogni atto d’amore, anche la scelta di una pietra. Per cui gira per tutti i negozi che vendono pietre, guardane quante più puoi, e quando ne trovi una che ti fa vibrare in un certo modo che saprai distinguere, comprala. Fa niente se si chiamerà “diamante” o se avrà un altro nome, o se costerà un po’ di più o di meno di quanto pensavi; l’essenziale è che sia assolutamente genuina, con il colore naturale, che sia lavorata a mano, e che sia il frutto di una tua personale scelta d’amore. Sicuramente ne sarà valsa la pena.

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Che pietra aiuta la potenza sessuale?

Le discipline tantriche hanno del “Lingam”, e di ogni cosa che lo ricordi, un culto particolare. Certi corindoni dalla forma allungata, se lucidati sulla punta, presentano il fenomeno ottico dell’asterismo. Una pietra così dura, che sa giocare così bene con la luce, è un “lingam” naturale molto suggestivo. Nella medicina ajurvedica, questi corindoni (rubini e zaffiri grezzi) vengono usati per massaggi terapeutici ed energizzanti. Intendiamoci, non è che uno si mette in tasca una di queste pietre e diventa Mandrake; si parla di magia imitativa, si usano le pietre come pretesto per ficcare il naso in culture diverse dalle nostre, sono un aggancio per la fantasia, uno spiraglio per sbirciare in dimensioni diverse dalle ordinarie… Lo abbiamo ripetuto mille volte: la ricerca del bello nelle piccole cose ci porta a essere più belli, più vivaci, più armonici, e tutto ciò porta a una migliore qualità della vita, e anche l’amore se ne avvantaggia di sicuro.

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Che differenza c’è fra diamante e brillante?

“Diamante” è la pietra grezza, che diventa “brillante” quando viene lavorato con 57 faccette, e con un particolare disegno di taglio.

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Che differenza c’è fra il carato delle pietre, e quello dell’oro 18 ct?

Per le pietre, un carato significa un quinto di grammo; ci vogliono quindi 5 ct per fare un grammo. Per l’oro, 18 Kt significa 750‰. Su 24 parti di metallo, 18 sono d’oro, e 6 sono di altri metalli. Non è colpa mia se l’ufficio complicazione cose semplici lavora anche di domenica; da molti anni la dicitura “oro 18 Kt” è stata ufficialmente sostituita dalla più logica “oro 750‰”. In ogni caso, per le pietre si usa minuscolo (ct), mentre per l’oro si usava maiuscolo (Kt).

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Che pietre comperare per investimento?

A questa domanda ho parzialmente risposto (Conviene investire in pietre preziose?).Qui si tratta di entrare nei dettagli, ed entrare nei panni del consulente finanziario esperto in gemmologia. Panni che mi vanno un po’ stretti perché, come continuo a ripetere, quello finanziario è solo uno degli aspetti per i quali vale la pena di interessarsi alle pietre preziose, e, secondo me, non è nemmeno il più importante. Comunque sia, entriamo nei dettagli.
DIAMANTI. Non troppo piccoli, non troppo grandi; direi fra ct 0,45 e 1,75. Abbastanza puliti; il segno non deve essere visibile a occhio nudo (da IF a SI1) di colore medio alto (G – H). Ammettiamo che un milione di persone leggano questa nota, e tutti si convincono, e decidono di comperare merce con queste caratteristiche: la domanda aumenta, e i prezzi salgono, e tutti pensano di avere fatto un ottimo affare. Solo che, nel frattempo, è diminuita di valore la qualità più bella, per cui tutti a volere vendere quanto appena comperato, per comperare qualità migliore. E si ritrovano a dovere svendere, per comperare carissimo. Ho esemplificato atteggiamenti tipici del frenetico mercato borsistico, dove le scelte non sono dettate dal cuore ma da astratti calcoli.
ZAFFIRI E RUBINI. Attenzione alla qualità: se il colore è naturale, il loro valore è nettamente superiore a quelli che hanno un colore indotto con riscaldamento. Quelli con colore indotto per diffusione, valgono ancora meno. Il tragico è che sono pochi i laboratori d’analisi in grado di effettuare queste analisi, per le quali non è sufficiente la lente d’ingrandimento. Anzi, se vi offrissero rubini e zaffiri, e vi dicessero che qui trattamenti si identificano con facilità, ringraziate, e scappate a gambe levate.
SMERALDI. La generalità degli smeraldi vengono trattati con olio, per mitigare i segni bianchi dovuti a fratture risanate che sono presenti anche nel materiale di alta qualità. Bisogna che l’olio sia incolore, e non verde, o, peggio,  che non si tratti di vetro, plastica, resine epossidiche.
ALTRE PIETRE. Il campo di variabilità dei prezzi delle altre pietre è più ampio che per le gemme classiche; questo significa che ci sono margini speculativi maggiori, ma che necessitano una competenza anche maggiore. Anche per le altre pietre le contraffazioni sono insidiose, per cui bisogna sempre diffidare dei facili affari, delle occasioni da non perdere, delle opportunità che ti offrono all’estero, al bar, per televisione. E anche in Internet. Si tratta sempre di soldi; in certi casi di molti soldi. Bisogna sapere chi ringraziare, e il consiglio è sempre lo stesso: il commerciante che si è guadagnato la vostra fiducia, vi consiglierà nel migliore dei modi, sia per vendere, sia per riacquistare.
Non voglio fare azione di terrorismo gemmologico; per certo, molti colleghi questi problemi tendono a minimizzarli, anziché evidenziarli.

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Come faccio a rivendere una pietra preziosa?

Nella domanda “Che pietre comperare per investimento?” ho già risposto a questo quesito. La cosa migliore è rivolgersi a chi ti ha venduto la pietra. Questo è anche un test per verificarne la professionalità. Se hai in mente di comperare una pietra da 50.000 €, prova a rivendere al tuo fornitore una pietra che qualche anno fa ti aveva venduto a 1.000 €. Se si offre di comperartela ad almeno 1000 €, o di accettarla in conto vendita per almeno 1.200 €, poi serenamente iniziare la trattativa per la pietra molto importante. Un sistema molto serio, sul quale stiamo lavorando sodo, è questo sito internet. Con il vostro aiuto e partecipazione, daremo vita a un “club delle pietre”, dove ci si possa incontrare fra appassionati e, perché no, concludere anche buoni affari con sicurezza e professionalità.

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Che pietre mi consigli di comperare all’estero?

Tutto quello che vuoi, purché il costo non superi quello di un pranzo al ristorante. Un ricordo di viaggio va bene, ma non pensare di andare in giro a insegnare ai gatti come arrampicarsi. Sappi inoltre che la guida turistica che ti sta consigliando, avrà una percentuale sulla vendita fra il 20 e il 40%.

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Le perle e i coralli, sono pietre preziose?

Non sono pietre, quindi non possono essere nemmeno pietre preziose, così come non sono pietre preziose le zanne degli elefanti, i gusci delle tartarughe, le conchiglie madreperlacee. L’aspetto ecologico legato a questi materiali è in contraddizione con la ricerca del bello nelle piccole cose. Secondo noi, non c’è niente di bello nella vivisezione, nella tortura, nello sfruttamento di animali a scopo decorativo, nello sterminio di razze animali per farne dei ciondoletti. Riteniamo che la morte provocata per necessità di difesa o nutrimento faccia parte delle leggi di Natura, mentre la morte per divertimento e abbellimento sia un capriccio umano di pessimo gusto. Per questo non abbiamo mai commerciato in spoglie di animali a scopo decorativo, e siamo contrari all’uso in gioielleria di questi macabri reperti. Inoltre, questi oggetti non hanno le caratteristiche di durabilità e inalterabilità del colore proprie delle pietre, per cui non sappiamo proprio come mai le abbiano sempre affiancate alle pietre preziose. C’è di più. Si parla di “Perle coltivate”, mentre si dovrebbe dire “allevate”; si dice “ramo di corallo”, mentre si dovrebbe dire “esoscheletro di colonia di celenterati marini della specie Corallum Rubrum”. Mistificazione? Direi di sì.

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È vero che i diamanti non si rompono nemmeno a martellate?

Durezza e fragilità sono cose molto diverse. Il diamante, che è quanto di più duro esista in natura, è molto più fragile della gomma. Per cui con una martellata il diamante si sbriciola, mentre una palla di gomma rimarrebbe intatta.

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A parità di costo, meglio una pietra piccola pura, o una grande segnata?

Lo continuiamo a ripetere: l’informazione indotta sulle pietre preziose dalla pubblicità sui diamanti, porta a molte incomprensioni. Questa domanda sembra che debba riguardare un diamante, visto con l’ottica dei criteri standard di valutazione dei diamanti, dove ci sono tabelle che classificano il prezzo in funzione di peso, colore, dimensione, caratteristiche di segni interni. Ora, per un diamante, se ci sono queste tabelle di riferimento, e con la stessa cifra uno può scegliere fra una piccola pura, o una più grande segnata, non esiste un meglio o un peggio: se si equivalgono, si equivalgono; lo dice la parola stessa, e lo evidenziano le tabelle. Ma questi sono aspetti quantitativi, che valgono appunto come tali. Se uno è alla ricerca di aspetti diversi, non si accontenta di aride tabelle, ma dalla pietra cerca emozioni, magari colori, luccichii, suggestioni sia cromatiche, sia di altri livelli, disegni di taglio particolari, e le inclusioni non saranno viste come un difetto, ma come un atto che sottolinea l’unicità di quello splendido esemplare, il cui colore magari non rientra nella classificazione dei colori classici, ma che, apposta per questo, è così affascinante….

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Se porto a pulire o riparare un gioiello, che garanzie ho che non mi sostituiscano la pietra?

Quando si commissiona un lavoro, il rischio che questo venga eseguito male, esiste sempre. Quando un cliente mi sottolinea la sua fiducia nell’affidarmi i suoi gioielli, la tendenza è di metterlo alla porta in malo modo, ma mi trattengo sempre, e cerco di eseguire il lavoro nel migliore dei modi, e allo stesso modo, che io sappia, si comportano tutti gli operatori del settore.

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L’ambra, se cade, si può rompere?

Il guaio è quando non si rompe! Dato che l’ambra è molto bella ma fragile, e dato che molti vorrebbero degli anelli in ambra infrangibile, l’industria ha fuso l’ambra di scarsa qualità, l’ha impastata con della plastica, e ha ottenuto del materiale decorativo che assomiglia all’ambra, ma è veramente poco naturale. Lo ripetiamo di continuo: tutte le cose belle hanno bisogno di cure e attenzioni; anche le pietre preziose.

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Come si fa a distinguere una pietra genuina da una falsa?

Un viaggiatore, in visita in Inghilterra, chiese a un signore che accudiva il suo prato: “Come fate, qui in Inghilterra, ad avere dei prati così belli?” e l’altro, senza sollevare gli occhi dal rastrello: “È semplicissimo. Basta rastrellare, sarchiare, innaffiare, rasare il prato tutte le settimane per almeno cinque generazioni.” Come in tutte le professioni, non ci sono scorciatoie o strumenti magici. È un problema di esperienza e di aggiornamento culturale e tecnologico. Nessuno si può improvvisare e, se lo fa, corre dei rischi pazzeschi.

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È vero che un cristallo di quarzo assorbe le energie negative del computer?

Pensiamo a un computer: si tratta del massimo della tecnologia, dell’emblema della nostra società tecnologica, di quanto più sofisticato si possa oggi pensare nel campo dell’elaborazione di informazioni e comunicazioni. Alla base del suo funzionamento ci sono milioni di minuscoli cristalli di silicio, vale a dire quarzo. Tenere un cristallo di quarzo vicino al computer, ci ricorda che tutto, su questa terra, è terra in qualche modo trasformata. Ciò ci può insegnare l’umiltà di fronte alla Natura. Che poi dal computer escano onde negative che possono essere neutralizzate da un cristallo, è tutto da dimostrare.

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Come faccio a scegliere la mia pietra?

Guardane tante, e aspetta che sia la pietra a scegliere te. Probabilmente, il lampo di fascino scintillerà per una pietra del tutto sconosciuta, dalla bellezza inaspettata, dal colore che pensavi che neanche ti piacesse, e dal nome che solo ora sai che esiste. Però, in quel momento, sentirai una forte partecipazione con quella strana pietra, e quella potrà essere la “tua” pietra. Ovviamente, la ricerca può durare un pomeriggio, come cinquant’anni.

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Che pietra mi consigli di regalare?

C’era un tale, divenuto poi abbastanza famoso, che consigliava di amare tutta la gente come se stessi. In altre parole, prima di riversare l’amore all’esterno, è bene amare se stessi; solo conoscendo l’amore lo si può riversare a piene mani. Se, nel corso del tempo, ti sei regalato un po’ di pietre, ti sarà facile regalarne qualcuna in giro senza cadere nel banale. Se vuoi improvvisare, ti conviene regalare le solite pietre. Non saranno granché originali, ma non c’è niente di più triste che una pietra falsa, o lavorata male, o che vuole assomigliare a qualcosa di diverso di ciò che è in realtà. Per scegliere una pietra un po’ originale, è indispensabile un minimo di competenza del settore.

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Quali sono i migliori sistemi di pulizia delle pietre, siano esse resistenti come i brillanti o delicate come molte pietre di colore?

Un certo genere di “cultura” del diamante tende a passare come “verità” per tutte le pietre preziose, così ci sono orafi che si offendono con gli smeraldi che non sopportano gli ultrasuoni, e incassatori che si stupiscono che l’opale si screpoli se avvicinato troppo alla fiamma. Le pietre preziose sono preziose anche per le cure che richiedono. Una pietra può essere sporca perché ha raccolto l’unto delle mani e si è letteralmente sporcata, e in questo caso è sufficiente rimuovere lo sporco con un qualsiasi solvente (l’alcool va benissimo). Fanno eccezione lo smeraldo, (che va pulito con uno straccetto morbido unto di olio di vaselina e poi con uno asciutto, con un po’ di vapore acqueo; è sufficiente alitargli sopra); l’opale, (va pulito con acqua tiepida con un poco di alcool diluito; se si prevede di non usarlo per lunghi periodi, è bene riporlo in un vasetto pieno d’acqua); l’ambra (può opacizzarsi in presenza  di solventi concentrati, quindi usarli molto diluiti).  Tranne che per queste ultime pietre, i bagni a ultrasuoni sono ottimi; è comunque prudente non esagerare, e controllare che non ci siano fratture interne troppo vistose. Con l’uso, è normale che una pietra si opacizzi. La polvere che c’è nell’aria è in parte composta di finissima sabbia di quarzo, di durezza sette, e quindi molto dura e in grado di togliere il lucido da una pietra. Inoltre, i colpi che può prendere, ne possono scheggiare gli angoli, con perdita di brillantezza. In questi casi bisogna rivolgersi ad un tagliatore professionista, che provvederà a rilucidare la pietra e a restituirle una brillantezza di cui ci si era, probabilmente, dimenticati. Rilucidare un rubino che è stato indossato per più di una generazione, può comportare una perdita in peso del 5%, ed un apprezzamento in bellezza del 50%.

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Molti libri parlano del potere curativo delle pietre preziose. Cosa pensa di questo argomento?

Esistono due tipi di libri: quelli che danno sciocche ricette, e quelli che approfittano dell’argomento per dire qualcosa di più elevato. L’attuale civiltà medico-farmaceutica ha abituato a un rapporto sbagliato con il proprio corpo: “la malattia è qualcosa di estraneo al nostro corpo, e si debella con una medicina velenosa o con una operazione chirurgica”. La generalità delle cosiddette “medicine alternative” tendono a ricercare un equilibrio, una partecipazione fra il proprio benessere e il proprio corpo. La malattia cessa di essere qualcosa di estraneo, ma diviene un messaggio, un mezzo di conoscenza e di purificazione verso una vita più equilibrata e in sintonia con la nostra vera natura. Ogni aggancio fisico, spirituale o immaginario che porta verso un migliore equilibrio con se stessi, è quindi il benvenuto. Le pietre preziose si prestano molto bene a questo tipo di aggancio, ma bisogna sapere rinunciare alla semplicistica abitudine di seguire banali ricette.

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A un futuro orafo, conviene frequentare un corso di gemmologia?

Un corso completo di gemmologia, va seguito solo se si è spinti da una forte passione, perché costoso e impegnativo. Conviene seguire dei corsi formativi, studiare dei buoni libri, verificare la propria predisposizione e passione. Se poi il desiderio di confrontarsi con esperti del settore cresce, decade la domanda, perché già ti sarai iscritto a un corso di gemmologia.

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Che differenza c’è fra oro giallo, oro bianco e platino? Esistono le miniere di oro bianco?

L’oro è giallo. Dato che c’è l’abitudine di utilizzare l’oro in lega con altri metalli, con adeguate miscele si possono ottenere diversi colori. Si è utilizzata questa possibilità per ottenere un metallo che avesse un colore molto simile a quello del platino. Per fare questo, si legava l’oro con rame, argento, ottone e nikel in percentuali adeguate. Per dare maggiore lucentezza, si immergeva l’oggetto finito in un bagno galvanico di rodio, e il gioco era fatto. Un’ampia percentuale della gioielleria in circolazione è stata fatta così. Poi, sono cominciati i problemi: molte persone sono allergiche al nikel, che è stato quindi vietato per l’utilizzo in gioielleria. Eliminando il nikel dalla lega, il risultato è di un giallo grigiastro scialbo e brutto, tanto poi bisogna rodiarlo, e siamo tutti contenti, anche se l’operazione dovrà essere ripetuta, perché il sottilissimo strato di rodio si consumerà, e comparirà il colore giallastro. Avete notato che non ho mai usato il termine “oro bianco”? Parlando di gioielleria, mi piace essere rigoroso. Se parlo di “bianco”, ho in mente il colore del latte, non quello di un anello in platino. In effetti, è difficile definire correttamente il colore del platino lucido, ma ciò non autorizza a usare termini a casaccio. Lo si potrebbe definire color “acciaio lucido speculare”, o in qualche altro modo. Se ne trovate di migliori, fatemi sapere. Perché questa smania di usare l’oro mascherato da platino, anziché il platino? È una questione di soldi, e di burocrazia. Il platino lo si utilizza puro, costa da due a tre volte più dell’oro, per fonderlo è necessaria la fiamma ossidrica (che è vietato usare senza l’autorizzazione dei pompieri), le polveri di scarto non si possono fondere e riutizzare come si fa per l’oro, ma debbono essere trattate industrialmente, la lavorazione del platino è più difficoltosa, eccetera eccetera. C’è da dire che la gioielleria in platino è meravigliosa. Purtroppo esistono molti gioiellieri che hanno l’abitudine di rodiare anche il platino (una grande percentuale delle fedi nuziali in platino sono state rodiate per mascherare la linea di saldatura); un oggetto in platino rodiato e uno in oro rodiato sono indistinguibili alla vista. Quando voglio scandalizzare qualche orafo, gli chiedo se ha dei gioielli in platino dorato. Se si parla di argento dorato, si parla di bigiotteria da quattro soldi; se si parla di oro rodiato, siamo di fronte a gioielleria di gran classe. Misteri della vita. Alla domanda se ci sono le miniere d’oro bianco, ebbene sì! Mi hanno fatto anche questa domanda, e più di una volta!

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Smeraldi, rubini e zaffiri hanno avuto un calo di vendite; i diamanti sono stazionari, le pietre semipreziose molto economiche sono in crescita; questa è la mia opinione. È un’analisi giusta? Se c’è del giusto, come mai?

C’è del vero in queste considerazioni, per lo meno nella realtà italiana attuale. Non intendo dare diagnosi, ma esprimo la mia opinione. Gli organi ufficiali di informazione gemmologica non si sono dati abbastanza da fare per diffondere cultura gemmologica. Il grande pubblico, desideroso di informazioni, le ha attinte dove capitava: da imbonitori televisivi, da affaristi improvvisati, in occasione di viaggi all’estero, in certe banche. Il gioielliere sotto casa raramente era in grado di dare informazioni che andassero al di là di qualche nozione base sulle quattro pietre più note. Poi, è scoppiato il boom della cristalloterapia, e troppi maghi si sono improvvisati gemmologi da strapazzo. Nel frattempo, oltre a nuove pietre sintetiche sempre più insidiose, si è sono sviluppate nuove tecniche di “miglioramento” delle pietre naturali. Un esempio: si prende uno zaffiro dal colore azzurrino lattiginoso, e lo si fa diventare di un bel blu squillante. Resta una pietra naturale, ma di colore artificiale. Queste informazioni stanno passando ora, a distanza di trent’anni dai primi trattamenti. Tutto questo ha portato a un certo disamore del settore. Anche se può sembrare incredibile, molti clienti si lamentano per l’insicurezza degli acquisti, quando poi si scopre che hanno comperato per televisione, al bar, in banca, in occasione di un viaggio all’estero. Sono veramente pochi i clienti sconteti per avere comperato da un professionista serio, ma così gira il mondo: se si è innescato un processo di disamore su certe pietre, la colpa non è solo degli operatori del settore, e nemmeno solo dei clienti: è di entrambi. In queste pagine cerchiamo di dire le cose come stanno, senza veli e senza peli.

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Come devono essere i certificati gemmologici?

Se sono sigillati, bisognerebbe aprirli davanti a un notaio per assicurarsi della corrispondenza fra quanto descritto e quanto contenuto. Se sono aperti, bisogna essere un intenditore per verificare l’esattezza di tutti dati riportati. Se sono redatti da laboratori di fama internazionale, dà fastidio pagare aziende che operano in regime di monopolio. Se sono firmati da laboratori poco conosciuti, come fidarsi? E il certificato, non può essere stato falsificato? Un sistema c’è: la stessa pietra la si fa certificare da un laboratorio qualsiasi, diverso da quello del primo certificato, senza ovviamente dire di avere alle spalle un certificato. Se poi i dati dei due certificati coincidono, problemi non ce n’è; in caso contrario, bisogna ricominciare tutto daccapo. Il sistema che però consigliamo è un altro: rivolgetevi con fiducia a professionisti di provata serietà, che rispondano del loro operato, che siano rintracciabili e disponibili a offrire ogni tipo di consulenza e garanzia. Solo così sarà un piacere comperare una pietra, godersela, regalarla, o, se necessario, rivenderla.

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Se decido di collezionare pietre preziose, come posso incontrare altri collezionisti?

Questo sito, per esempio, può diventare una specie di “Caffè delle gemme”; tutto dipende da te. Se hai idee, suggerimenti, consigli che vuoi condividere, questo spazio può essere anche tuo, e grazie fin d’ora per l’attenzione.

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È vero che lo zircone è un diamante sintetico?

È falso. Lo zircone è una bella pietra naturale che può presentarsi in vari colori, dal nocciola al verde, dal giallo al rosso all’azzurro. Ciò che generalmente viene impropriamente definito “zircone”, è una pietra sintetica, inventata in laboratorio, che non ha nulla a che fare né con il diamante che vuole imitare, né con lo zircone. Il nome corretto di questa pietra artificiale è “Cubic zirconia”. Oltre che a imitazione del diamante, lo costruiscono in diversi colori. Alla faccia della corretta informazione.

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Le pietre lavorate a cabochon, sono meno preziose di quelle sfaccettate?

Chi sostiene certe sciocchezze, di gemmologia capisce ben poco. Ogni pietra va interpretata, e quindi lavorata, per meglio evidenziare i suoi pregi, ed eventualmente minimizzare i difetti. Così una pietra sarà sfaccettata con un certo disegno, un’altra con un altro, e un’altra ancora con una lavorazione a cabochon astratto, ma che evidenzia una inclusione di particolare bellezza. Purtroppo, l’omologazione che tutto annebbia, vuole pietre tutte uguali, con lo stesso taglio e lo stesso colore, perché siano indirizzate a un facile gregge di clienti omogeneizzati. Se ti senti di fare parte di questo gregge, nessun problema: i cabochon sono più brutti delle pietre sfaccettate. Ma non avere paura: è da semplici domande come questa che può iniziare un nuovo cammino, una nuova presa di coscienza. Pensa: una pietra preziosa, così piccina, può segnare la differenza fra il gregge, il lupo solitario, e una visione libera e luminosa del mondo.

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È vero che l’opale porta sfiga?

È vero, ma per esorcizzare questo fatto è sufficiente tenere l’opale in acqua tiepida e sale, e fare un pediluvio con questa salamoia tutte le sere, per almeno due settimane. Poi, se la sfiga rimane, per lo meno non avrai più i piedi puzzolenti. Fra le varie teorie scientifiche che riguardano l’opale, ce n’è una che mi piace particolarmente. L’opale è il signore dei colori. Chi è il signore dell’opale, possiede il segreto dei colori, e si sa rendere invisibile. Per questo era la pietra dei politicanti, dei ladri e dei giornalisti. Il problema è di decidere quale delle due fiabe è la più strampalata.

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Che diffrenze ci sono fra il topazio madera e il topazio azzurro, oltre al colore?

Innanzi tutto, nessuno di questi topazi è un topazio. Il cosiddetto “topazio madera” è un quarzo citrino, mentre il topazio azzurro è un topazio incolore divenuto azzurro dopo un bombardamento con raggi gamma. Data l’enorme quantità di topazi azzurri in circolazione, c’è da dubitare che il materiale incolore di partenza sia naturale. Stesso discorso per il quarzo citrino. Si tratta di oggetti decorativi, ottimi per la bigiotteria di buon livello, ma non si capisce proprio perché usare dei nomi impropri, che generano confusione, disinformazione, dubbi e puzza di bruciato. Quando in Italia, una trentina d’anni fa, sono sorti i primi Istituti Gemmologici, fra gli intenti primari c’era la necessità di mettere ordine nella terminologia. I risultati sono stati minori delle aspettative; dal canto nostro, ci siamo sempre sforzati di diffondere cultura gemmologica corretta, di smascherare le furbate, di dire le cose come stanno. E continueremo a farlo, malgrado gli zirconi, i topazi azzurri, e malgrado l’impressione che molta gente faccia di tutto per essere imbrogliata. Non facciamo del terrorismo gemmologico; a noi le pietre piacciono per davvero, e vorremmo eliminare dal mercato ciò che non è limpido. A cominciare dalle terminologie fuorvianti.

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È più bello uno zaffiro chiaro, o uno scuro?

C’è chi preferisce le bionde, chi le more, chi le rosse, anche se, generalmente, alla fine, sono loro a essere scelti. La bellezza è un valore soggettivo. Purtroppo, l’omologazione del gusto porta la gente a conformarsi ai giudizi altrui, per cui saltano fuori domande come questa. Comunque sia, parliamo di rarità e fascino. In una pietra di colore, bisogna che ci sia colore, per cui è generalmente apprez-zata una pietra con il colore intenso. Però, La gemma deve brillare. Se il colore intenso penalizza la brillantezza, è meglio scegliere una pietra più chiara, ma più brillante. Se, pur con un colore intenso, la gemma è trasparente e brillante, allora siamo di fronte a un ottimo esemplare. Se poi, oltre a colore e brillantezza, la gemma è anche vellutata, con una sorta di sottile brillio interno che ti cattura, allora siamo di fronte a un pezzo eccezionale. Dato che sono in molti ad amare un certo tipo di blu, e dato che in natura quel blu è veramente raro, hanno trovato diversi sistemi per cambiare il colore alle pietre preziose; specialmente per i corindoni (rubini e zaffiri), esistono trattamenti molto sofisticati e di difficile diagnosi. Per non correre rischi, è indispensabile rivolgersi solo da professionisti seri ed esperti. Un buon certificato gemmologico deve dichiarare se il colore della pietra è naturale e, in caso di trattamento, deve indicare che tecnologia è stata usata.

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Nella cristalloterapia, dicono che bisogna mettere a bagno le pietre in acqua e sale, così si purificano. Sono fesserie, o c’è qualche fondamento di verità?

Parliamo di simboli, di rituali, di magia. Tutte fesserie? Certo che no. Tutte le civiltà di tutti i tempi ne sono intrise, e ogni cultura ne porta i segni. Fra questo e dire che qualunque imbonitore da stra-pazzo, o qualunque sedicente guru del terzo cerchio possa dettare regole campate in aria, ce ne pas-sa. Se prendo un sasso, me lo coccolo, me lo rigiro fra le mani, me lo studio, gli faccio il bagnetto, me lo rimiro al chiaro di luna, innesco un processo di interiorizzazione che mi cambia, mi rende partecipe al mondo della pietra, produce degli effetti. Se esegui freddamente la ricetta di mettere il sasso in salamoia, come fosse una qualsiasi reazione chimica, il risultato sarà deludente. La cristal-loterapia, va vissuta in modo diverso dalla farmacopea ufficiale; una pietra è cosa diversa da un’aspirina. Le pietre sono un importante passo nella ricerca del bello nelle piccole cose; per questo richiedono attenzione, partecipazione, studio, attenzione e conoscenza. Non vanno prese con l’indifferenza con cui si prende un’aspirina. Se poi, mettendosi grossolanamente in tasca un granato, per ragioni e percorsi misteriosi che possono spaziare dall’autosuggestione, all’effetto placebo, o a mille altre cause conosciute e ignote, uno ottiene l’effetto desiderato, buon per lui.

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Gradirei informazioni sulla ricerca dell’Oro nei Fiumi Italiani. Ci sono dei libri?

Ricevo questa lettera. Mi sembra importante pubblicare sia la lettera, sia la risposta. In Italia la ricerca dell’oro è una disciplina sportiva di nicchia. Per ragioni di vario tipo, le associazioni di cercatori d’oro non hanno ancora diffuso questa splendida disciplina che, pur essendo alla portata di tutti, è ancora avvolta da mistero, disinformazione e garbate prese in giro. La domanda più frequente, e più spiritosa, è: “quanti chili ne raccogli al giorno?”.

Sono Giovanni L. , neofita appassionato della Batea. Ho visitato con molto interesse il Suo sito e vorrei approfittare della Sua gentile offerta circa l’indicazione di valide letture per ubicare aree di accumulo e magari qualche valida pubblicazione sulle tecniche e strategie migliori per l’estrazione mediante Batea.

Caro Giovanni,

In effetti qualche libro esiste, anche se di non facile reperimento.

Gold mining in the 21th century” by Dave McCracken – è veramente un eccellente manuale tecnico, scritto con passione e competenza. Ovviamente, pone più l’accento sui siti americani, ma la sua conoscenza equivale a una specie di “laurea in oro”. E’ distribuito dalla “Keene Enineering, INC – 20201 Bahama Sreet – Chatswort, California 91311. Codice ISBN 09-636015-0-46http://www.keeneengineering.com

Puoi trovare anche qualcosa scritto in italiano, per i fiumi auriferi italiani.

Guida pratica per la ricerca dell’oro in Italia” di Giannino Rambardelli – 1990 – Via Guercino 3 – Milano – E’ un ottimo lavoro, con piantine delle migliori zone dei fiumi auriferi italiani. Non ha un codice ISBN, per cui penso sia stato edito in proprio.

Altro titolo interessante:

ORO – dove cercarlo, come trovarlo – di Ottavio Lora – Ed. Planetario (Bologna) ISBN88-8026-013-8 ––È un agile manuale scritto da un appassionato, ottimo per “capire” fiumi e torrenti padani. C’è qualche difficoltà di comunicazione con la Casa Editrice.   Giuseppe Pipino ha scritto “L’oro del Ticino e la sua storia”, pubblicato come estratto dal “Bollettino storico per la Provincia di Novara XCII (2002)“. Si tratta di un erudito saggio sui documenti d’archivio, ricco di spunti interessanti più per lo storico, che per chi vuole smanettare materialmente con la batea. Comunque, Giuseppe Pipino è un’autorità nel campo della conoscenza aurifera italiana.

Ho scritto anch’io qualcosa sulla ricerca dell’oro, che si trova in capitoli sparsi nei miei libri, (che ti consiglio vivamente:-)).

Come vedi, il panorama bibliografico sulla ricerca dell’oro in Italia non è esaltante.

In ogni caso, la “tecnica” della batea non la si può imparare solo su di un libro. È una disciplina abbastanza semplice, ma va imparata da un maestro. Inoltre, ne esistono molti tipi differenti, ognuna con caratteristiche peculiari (sia di batee, sia di maestri!). La ricerca dell’oro fluviale è una disciplina meravigliosa, sia per l’attività sportiva che comporta, sia per la profonda conoscenza del Fiume che ti impone. I cercatori sono personaggi particolari; certuni mirano esclusivamente alle gare, altri a recuperare molti grammi di metallo, altri sono semplicemente trascinati dalla febbre dell’oro… Tutti hanno segreti e gelosie, e imparare da loro comporta qualche difficoltà. Ma ne vale la pena!

Oltre che con le tecniche di ricerca, bisogna fare i conti con le legislazioni delle Regioni e dei Parchi, che arrivano a decretare quale sia la lunghezza massima del badile utilizzato per le ricerca, e a stabilire le severissime pene per chi usa un badile più lungo del consentito. Per fortuna, “l’intemperanza è mitigata dall’inefficienza”, per cui non credo che nessun guardaparco abbia mai misurato la lunghezza di un badile di un cercatore… ma ciò che non è capitato in vent’anni, può capitare in un minuto.

Ti faccio tanti auguri di buona ricerca.

A presto,

Paolo Severi

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Proprietà delle pietre.

Gentile sig. Severi, ho avuto occasione di visitare il suo sito e di leggere i vari argomenti ivi trattati dai quali traspare la passione per la ricerca del bello nella quasi infinita varietà di forme e colori  che il mistero della cristallizzazione magicamente combina.  Tra i vari punti tesi ad esaltare la bellezza delle gemme e delle proprietà estetiche e magiche vorrei aggiungere una ulteriore proprietà, anche se indiretta, che ho recentemente sperimentato, ma per spiegarlo debbo partire dall’inizio del fatto.

Nel giorno della ricorrenza di un recente anniversario sento suonare il citofono, un postino mi avvertiva che c’era un pacco per me. Al mio invito a salire quello mi risponde sgarbato che se volevo il pacco dovevo scendere a prenderlo. Seccato, scendo, firmo la ricevuta, la mancia neanche a parlarne, il postino mi guarda brutto, io pure verso di lui, tutto in silenzio, neanche una parola.

Vado per prendere il pacco e ci rimango attaccato; poco ci manca che mi prende uno stiramento lombare. Comincio a capire l’atteggiamento del postino. Leggo il peso sul pacco, un bambinello da trenta chili e passa!  Mi chiedo chi è lo scemo che mi manda questo regalino, mia moglie e i miei figli non sanno nulla.  Apro il pacco. Erano sassi. Un sacco pieno di sassi con lettera di un mio amico il quale, oltre agli auguri di rito e agli auspici di un sereno futuro, mi spiegava che quel regalo così originale aveva un significato, era la metafora della vera amicizia ma non mi spiegava in cosa consistesse, dovevo capirlo da solo. Poiché ho amici burloni, annuso una colossale presa in giro, tanto che sono tentato di mandargli una quintalata di bulloni arrugginiti e fargli quindi indovinare la metafora.  Poi mi accorgo che insieme al pacco c’era un setaccio ed un opuscolo che spiegava come riconoscere pietre di valore. Così ho cominciato con grande scetticismo a spulciare tra quei sassi fino a quando non ne ho trovato uno trasparente. Da quel momento la mia famiglia ha subìto una trasformazione; nei momenti liberi dei dopocena ci riunivamo nella ricerca del tesoro. Ci siamo attrezzati e organizzati. Ho costruito uno schermo luminoso con  vetro  e lampadina, si lavavano i sassi ed insieme si procedeva al vaglio. Per più di un mese quel sacco è stato il nostro focolare, quel focolare di stampo antico attorno al quale si radunava la famiglia e si raccontavano storie e fatti; niente televisione o attività solitarie di ludo-internet. Talvolta anche parenti e nipotini si sono aggregati a questa appassionante caccia al tesoro che veniva ritrovato in qualche pietra translucida.  Ci siamo improvvisati gemmologi discutendo su opalescenza, trasparenza, carati, vetrosità, acchiappando anche pietre forse non di valore ma belle a vedersi.

La metafora menzionata dal mio amico appare evidente nel suo significato: i veri amici, come quelle pietre preziose, sono veramente pochi, e devi comunque saperli ben distinguere dopo averli dilavati da quella polvere che le ricopre rendendole simili alle altre nascondendo l’intima lucentezza. La ricerca deve essere comunque paziente ed eseguita senza fretta, analizzando e tastando ciascun potenziale “amico”, scartando quelli apparentemente allettanti ma di scarso valore o quelli che ridiventano opachi dopo l’asciugatura.     Ecco quindi che possiamo aggiungere alle già note proprietà estetiche delle pietre anche quella in un certo senso terapeutica, ma non nel significato del tutto imbecille di potere misterico, taumaturgico o astrologico o addirittura di panacea come un corno di rinoceronte; ma intesa come rimedio indotto per il  recupero di serenità  e di valori che un certo modo di vivere ci fa trascurare.  Io credo che questa proprietà possa essere sfruttata come ausilio per la cura di stati ansiosi e di nevrosi che la frenesia del vivere ci impone.  Chissà cosa succederebbe se uno psichiatra mettesse nelle mani del paziente un sacchetto di pietre contenente delle gemme e gli dicesse di tornare dopo alcune settimane con il frutto della sua ricerca utile magari a pagargli anche l’onorario?  La curiosa avidità umana, in questo caso positiva, obbliga il paziente ad una attività di ricerca minuziosa e lenta, ma nel contempo la mente spazia tra pensieri ed introspezioni meno assillanti e più serene; insomma questo sacchetto di sassi funzionerebbe come un lettino dello psichiatra, infatti entrambi non parlano mai ma con il silenzio ti inducono a tirare fuori i pensieri più intimi.   

Sembrano queste  elucubrazioni di un folle? Può darsi; ma questi erano i pensieri che andavo rimuginando mentre spulciavo le pietruzze.

Adesso però la cernita è terminata, il sacco è ormai svuotato e mi ritrovo con un mucchietto di sassolini translucidi o vetrosi ai quali non so dare nessun tipo di apprezzamento e non so se valga la pena di tagliarli. Per valorizzare e tagliare ci vuole un esperto, così ho iniziato le ricerche su internet. Scartando i grossi tagliatori di Amsterdam e quelli che mi sembravano di facciata ansiosi esclusivamente di pubblicizzare il negozio, la mia attenzione si è fermata sulla presentazione del suo sito dal quale trapela la personalità e l’originalità di chi l’ha concepito; quella di un artigiano appassionato del proprio lavoro teso alla ricerca di un gusto estetico più elevato ed amante della natura. Insomma di un commerciante artista e dal volto umano.

Terminata questa sviolinata ed entrando nel concreto: ritiene possibile che possa intraprendere un viaggetto per venire a visitarla in modo che lei possa valutare il mio tesoretto, darmi consigli ed eventualmente procedere al taglio?          

La ringrazio per la sua attenzione. Francesco

Caro Francesco, quando non sono in bottega o in taglieria, è molto probabile che sia lungo qualche fiume in cerca di oro e pietre. Da bambini lo abbiamo fatto tutti; io ho continuato, sono contento di averlo fatto, e invito tutti a continuare a farlo. Le pietre sono un importante passo nella riceca del bello nelle piccole cose; quando, in qualche modo, estrano in sintonia con la nostra storia e la nostra emotività, diventano “preziose”. Anche se non hanno un nome altisonante. Ho delle intere linee di gioielli composte con sassi di fiume, e ho realizzato innumerevoli ciondoli con minerali e cristalli. Anziché la teca di un piccolo museo personale, il loro palcoscenico diventa il collo, a metà strada fra gli occhi e il cuore. E scusate se è poco. Ho una taglieria di pietre ben attrezzata. Lavorare pietre un po’ fuori dal comune, oltre che lavoro, è puro piacere. Puoi venirmi a trovare quando vuoi; sicuramente troveremo sistemi intriganti e divertenti per lavorare le tue pietre. Dato che siamo in periodi di quasi ferie, conviene fissare un appuntamento. Sarai comunque benvenuto.

Con simpatia,

Paolo Severi

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Provenienza delle pietre

Salve, voi rilasciate un certificato di provenienza di ogni pietra? Immaginando che usiate il certificato a voi rilasciato dal fornitore, una domanda: quanto sono attendibili questi certificati? L’idea motore è che mi piacerebbe acquistare un gioiello con pietre preziose ed al contempo essere sicuro che tali pietre non siano arrivate da zone di guerra (africa etc) o da paesi dove i diritti umani sono calpestati (birmania etc). C’è un modo di avere questa ‘certezza’? per quali pietre? Grazie, Saluti Luca

Caro Luca, apprezzo il fatto che, nella ricerca di un gioiello, ci sia anche la ricerca di genuinità, bellezza, sincerità, pulizia, etica e quant’altro. Per questa ragione, noi ci onoriamo di NON commercializzare perle, corallo, avorio e altri materiali che hanno all’origine una storia di violenza sugli animali. Per quanto riguarda pietre con alle spalle storie di guerre e di calpestamento dei diritti umani, il problema è più difficile. Il mio parere lo puoi leggere sul mio sito, al link segnato. Purtroppo, c’è chi ci marcia su queste cose, offrendo garanzie non dimostrabili e facendosi bello sulle disgrazie altrui. Se cerchi un gioiello assolutamente etico sotto tutti i punti di vista…. allego il link di un gioiello composto con un sasso raccolto sul Ticino, dentro al quale c’è un pizzico d’oro raccolto (da me!) nel Ticino. Un’ultima considerazione: l’oro che si usa in gioielleria, non proviene solo da recenti estrazioni, ma è mischiato a gioielli fusi, ricostruiti e rifusi innumerevoli volte, quindi ogni oggetto partecipa, nella sua storia intima, a innumerevoli storie, talune belle, altre un po’ meno belle. Con tanti auguri, Paolo e Francesca Severi

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Richiesta anello

Buongiorno, Mi chiamo Marialuisa. Con piacere ho visitato il Vs sito. Gradirei sapere, se possibile, se avete anelli in argento con montata la pietra crisoberillo “occhio di gatto” e il relativo prezzo. Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti. Marialuisa

Gentile Marialuisa, grazie innanzi tutto per la Sua visita e i Suoi apprezzamenti. Il “Crisoberillo occhio di gatto cimofane” è una gemma rara e molto costosa. Anzi, moltissimo costosa. Per questa ragione può avere senso montarla in argento solo se, alle spalle di questa decisione, ci sono motivi che vanno al di là dell’aspetto economico. Per esempio, molti musulmani uomini, per ragioni loro, non indossano gioielli in oro, ma in argento. La nostra gioielleria in argento prevede pietre di grandi dimensioni (le pietre piccole, se incassate nell’argento, si perdono facilmente). Inoltre, il costo dell’oggetto, per nostra scelta, non deve superare i 250 Euro, pur trattandosi di pezzi unici e di pietre rigorosamente naturali. Che fare? Esistono pietre naturali, che offrono alla vista il fenomeno del gatteggiamento, e assomigliano al “Crisoberillo Occhio di Gatto”. Tali pietre si possono avere delle dimensioni adeguate, a un prezzo che non ha nulla a che fare con un “Crisoberillo Occhio di Gatto”. Si può pensare a un quarzo gatteggiate (di colore giallino), o a una apatite gatteggiante (di colore più nocciola). Altre belle pietre gatteggianti possono essere le tormaline e le sillimaniti, ma il loro costo è maggiore e hanno un aspetto molto diverso. In assortimento abbiamo un anello, a forma di drago, con quarzo giallo gatteggiante. Nei prossimi giorni Le invierò una fotografia e un’offerta per quell’oggetto.

Per ora, La saluto con simpatia.

Paolo e Francesca Severi

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Riflessioni su pietre e colori

Gentile paolo, ti rubo qualche minuto del tuo tempo; forse non ti ricorderai ma già ci eravamo scritti alcune mail e poi tu mi mandasti materaile didattico, tra cui i tuoi libri, un avideoconferenza..ecco cosa ne ho tratto, tra cui alcune cose interessanrti riguardo la teoria dei colori, molto importanti secondo me per valutare l’energia curativa intrinseca di ogni pietra… nella video cassetta che mi hai mandato ( di una tua conferenza) una ragazza esprimeva la incompatibilità per lo smeraldo e tu stesso dicevi di mal sopportare l’ametista….il verde e il viola sono colori freddi per cui persone tendenzialmente freddolose, di costituzione yin, con temperamento introverso e “lento”( insomma il contrario delle persone focose) sono tendenzialmente attratte da pietre calde, come ad esempioil rubino ( colori rossi, arancioni) ; ovviamnete è vero il contrario, cioè persone calorose,molto esuberanti,tendono ad essere attratte da pietre fredde ( dal colore freddo) come viola, verde,blu ( ametista, smeraldi, acquamarine, zaffiri blu); infatti molte donne in menopausa ( epoca di caldane e di eccesso di calore) cercano ametiste , smeraldi.,donne non in menopausa e quindio tendenzialmente yin cercano pietre calde enon fredde. la ragazza della conferenza diceva di sentirsi male con uno smeraldo perchè( forse lo ricordi) era in modo be visibile una ragazza yin e tendenzialnet cercava una pietra che fosse energicamente il suo opposto…e non il suo uguale. nella fisiologia dei cristalli cinesi si dice che ogni cristalloparte da un qi ancestrale comune che nel corso del tempo si trasforma in cristalli ( vale anche per i metalli) yin nel cuore della roccioa,nel tempo diventa yang e può venire alla luce, se non viene alla luce si trasforma in oro,diamanti, o quarzo che sono le pietre complete per eccellenza ( unione di yin e yang). questo collima con la realtà….pietre yin ( smeraldi) sono all’internoi delle montagne e ne vengono estrirpati con espolosivi..i rubini ( rosso-yang) vengono alla luce da soli…. il giallo invece è il colore del centro..della terra ( sempre per la cultura orientale) e cura patologie digestive e del centro del corpo ( il nucleo metabolico digestivo divide il puro dall’impuro , lo yin dallo yang). dimmi che ne pensi e se sto dicendo cose sbgliate o non corrette. ciao

 

Caro Matteo, e’ difficile che cio’ che scaturisce da meditazione e intuizione sia in contraddizione con le regole della scienza, anche se si puo’ trattare di cammini diversi. Non trovo nessuna contraddizione nelle tue intuizioni. Ti ringrazio per rendermene partecipe. E’ molto bella (anche perche’ la condivido profondamente), l’idea che una persona non sia legata a una pietra giusto perche’ e’ nata quel tal giorno, anzi, che quella persona possa essere attratta da pietre diverse nel corso della sua esperienza e in relazione al fluire della sua vita emozionale. Ti diro’ di piu’: oltre che il colore, c’e’ la forma che gioca un ruolo importante. Per non parlare dei giochi di luce, delle inclusioni, e cosi’ via. Il colore è una variabile importantissima, ma non e’ l’unica, e la pietra va vissuta nella sua interezza e unicità. Gli schemi che stai costruendo sono un importante passo nella strada della conoscenza, ma il passo importante e’ l’altro, quello che gia’ stai percorrendo, e che e’ l’intuizione. E, per accendere la magica scintilla dell’intuizione, che in un lampo lega conclusioni tratte dalle piu’ disparate conoscenze, non c’e’ niente di meglio che maneggiare delle belle pietre preziose! Magari a cabochon, con belle inclusioni e giochi di luci strane.

Ciao, e a presto.

Paolo

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Commenti al libro “Perchè le pietre preziose?”

 

Gent.o Paolo Severi, sto leggendo il suo libro “Perchè le pietre preziose?” prestatomi da un amico speciale. Le scrivo per ringraziarla di avermi accompagnato in un viaggio straordinario… e risvegliato fin d’ora la curiosità bella per tutto ciò che esiste. Amo da sempre le pietre, persino i ciotoli dei fiumi, che non luccicano…ma sono semplici e opachi e eterni, sono lieta di condividere quest’amore con qualcuno. Il suo libro ho cominciato a leggerlo nella sala d’aspetto del Pronto Soccorso, e da lì per un paio d’ore ho navigato con Raveil Soolep attraverso micro mondi nel mondo. E’ stato come una boccata d’aria fresca in un momento terribile. Non l’ho ancora finito, sono alla “pietra filosofale”. Lei dev’essere una persona molto bella e le gocce imperiali, con moderazione, sono un medicamento. Buon lavoro Signor Severi a lei e alla Signora Francesca e grazie per tutto, anche per ciò che non vi ho scritto. Passeremo a trovarvi io e quel ramingo del mio amico. A presto. Patrizia

  

Cara Patrizia,

Ravei Soolep, sentitamente, ringrazia. Per contraccambiare a tanta spontanea gentilezza, ti invio un paio di foto dell’ultima scultura che ho messo in piedi. Il titolo dell’opera è “Una croce per san Marino”. San Marino è il patrono di chi lavora le pietre, e una chiesa a lui dedicata è proprio di fianco alla mia bottega. Questa chiesa (bellissima), è chiusa da circa vent’anni senza ragione, se si eccettua la politica e il tentativo di speculazione. Dirigo un comitato per la sua riapertura. Attualmente siamo in fermento perché qualcuno (indovina chi) ha dimostrato lo stato di pericolo della torre campanaria, che può cadere su di una scuola, un asilo e il mio negozio. Nel corso di queste ricerche, ho scoperto che sulla facciata della chiesa, un tempo, c’era una croce di ferro con una boccia di granito. In seguito a una bufera di vento è caduta, e da anni è rimasta in bilico sul tetto. Ho documentato fotograficamente questo fatto, ho passato la notizia ai media locali, che hanno preferito parlare di cose meno imbarazzanti per il “Palazzo” e la curia. Se vuoi vedere le foto, cercale su questo link:  http://www.oriegemme.it/index.php?option=com_content&task=view&id=189&Itemid=306 La mia scultura è liberamente ispirata a quella croce, al fatto che san Marino sia il patrono di chi lavora le pietre, e, soprattutto, al fatto che mi è venuto di farla così. Quando ci verrai a trovare, faremo festa! Ciao, a presto, e ricorda che i libri è vietato prestarli; bisogna comperarne molte copie, e regalarle!

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Vostre sculture luminose

Gentile Sig. Severi,

complimenti innanzitutto per le sue creazioni e per il pensiero che ne è sotteso. Mia moglie si è innamorata di una sua  lampada vista in un ristorante. Vorrei sapere se e dove possiamo visitarvi, di sabato o domenica. Grazie Andrea

Caro Andrea,

Grazie per i Suoi apprezzamenti. Parole come le Sue sono il miglior stimolo per continuare a sviluppare e proporre idee fuori dagli schemi convenzionali. A Pavia, la nostra bottega “Ori e Gemme” ha normali orari di negozio, con chiusura del Lunedì e della Domenica. Essendo comunque un negozio un po’ fuori dagli schemi, anche i nostri orari sono flessibili. Per questa ragione, consigliamo vivamente  di fissare un appuntamento, che potrà serenamente essere preso anche fuori dai normali orari di bottega, e anche di Domenica, e comunque senza alcun impegno. Le nostre lampade sono tutte pezzi unici. Molte hanno come supporto una radice, scelta solo se, durante il suo accrescimento, la radice ha catturato e bloccato qualche bel sasso di fiume. E’ evidente che due radici uguali non esistono. Anche i “fiocchi” colorati, costruiti rigorosamente a mano con materiale ignifugo, sono studiati per ogni singolo pezzo. Le lampade con fette di agata, anche quelle che hanno una struttura simile, sono comunque pezzi unici, in quanto due fette di agata uguali non esistono. Per questa ragione non le abbiamo ancora proposte nel nostro sito. Vi aspetto a Pavia con piacere, e ancora grazie per le Sue parole.

Con simpatia,

Paolo Severi

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Suoi scritti

Gent.o Sig.Severi, sabato scorso sono stato con mia moglie nel Suo negozio (sono quello che ha acquistato un buddha in rodocrosite e 4 libri da Lei scritti, a cui ha fatto vedere le Sue bellissime giade). Mi permetto di scriverLe in quanto, nel giro di pochi giorni, ho letto tutti i Suoi libri e quindi è per me doveroso farLe i complimenti per quanto ha scritto. La prima cosa che mi è venuta in mente è che scrivendo di pietre (certo in modo molto inusuale) Lei riesce a fare filosofia, poesia e perchè no, fornire ai lettori dei buoni consigli… di vita. Raramente sono a Pavia in orari “da negozio” ma se non Le procurerò disturbo mi riprometto di passare da Lei per fare qualche chiacchiera (meglio dire per imparare qualcosa da Lei) e farLe qualche domanda sulla sua attività.
Cordiali saluti e grazie per quello che ha scritto
Pierfrancesco NB: molti miei amici ora conoscono il Suo sito internet

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Commenti sito

Carissimo Ravei Soolep,

 

ho visitato il vostro bel sito internet, spinto dalla solita curiosità e voglia di trovare cose belle da vedere. E’ stata una visita del lunedì mattina, quindi necessariamente sonnacchiosa e veloce. Ad ogni modo, il sito riesce a comunicare la sensazione di stimolo al cercare, guardare e chiedere che si percepisce immediatamente entrando nel negozio. Questo indica che la passione per questo mondo magico può essere trasferita altrettanto bene ad un media elettronico, per forza di cose privo della guida “ umana “ , che invece è così presente ed abbondante quando vi si viene a trovare. Che altro? E’ proprio bello! Si va dal sogno al tecnico, ci sono le FAQ, ci sono  belli oggetti da vedere e da comprare ( critica n.° 1, la galleria di meraviglie in vendita dovrebbe essere ampliata, ma essendo il sito in costruzione………). Critica n.° 2, secondo me, la banda grigia, alla destra della home page, offre una scarsa leggibilità dei caratteri neri che contiene, ma dal momento che ho eseguito la registrazione, parrebbe un male minore. Ci guarderò ancora molte volte e, qualora trovassi qualcosa da segnalare, lo farò sicuramente.

Complimenti per l’ ottimo lavoro

Tino

 

Troppo buono! So per certo che il sito merita critiche ben piu’ feroci, ma l’intenzione e’ di mettere in piedi qualcosa di importante. Grazie comunque per le belle parole, molto utili in questi periodi in cui si alternano momenti di entusiasmo a momenti di depressione. I siti di pietre e di gioielli che ho visitato, o sono dei banali cataloghi, o sono di divulgazione tecnica (per non parlare dei cialtroni pseudomaghi, o di chi ti offre l’affare della tua vita!). Ritengo che pietre e gioielli meritino qualcosa di meglio. Auguroni, e arrivederci a presto! Paolo Severi

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Proprietà dei cristalli

Salve, ho trovato il vostro sito molto interessante, e vorrei chiedervi un consiglio:ho letto che le proprietà di alcuni  cristalli(tipo pietra di luna,lapislazzuli,malachite, crisocolla) potrebbero aiutarmi nel mio problema, che è il ciclo irregolare(premetto che uso degli omeopatici per aiutarmi un po’)..voi cosa ne pensate? Ce n’è qualcuno in particolare che mi potreste consigliare? Inoltre volevo sapere se lo posso acquistare da voi tramite internet.e vorrei sapere le relative spese.. vi ringrazio per la cortese attenzione. A presto.Antonella

Gentile amica, se hai trovato il sito interessante, ti consiglio anche la lettura dei nostri libri, specialmente di “Pietre che Curano”. Le pietre hanno un funzionamento diverso dall’aspirina: necessitano di partecipazione e conoscenza. Ti consiglio vivamente di diffidare delle tabelle che dicono “metti in tasca questa pietra, otterrai questo risultato”. Preferisco rinunciare alla vendita di una pietra, piuttosto che illudere una persona, o sperare nell’effetto “placebo”. Le pietre sono una cosa seria, e intendo trattarle con serietà. Il nostro sito è agli inizi, e sarà sempre più ricco e vario, quindi vienici a trovare spesso, e fallo conoscere ai tuoi amici. Ogni richiesta e ogni critica sarà ascoltata con attenzione. Se vuoi che ti spedisco il libro che ti ho consigliato, sul prezzo già basso di copertina ti farò uno sconto del 20%. Purtroppo bisogna aggiungere qualcosa per le spese di spedizione, ma vedrai che ne sarai contenta. Ti faccio i migliori auguri possibili. Ciao, Francesca.

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Richiesta informazioni anello 

Gentilissimi, sono estremamente colpita dalla bellezza delle vostre creazioni estremamente originali e uniche e particolarmente interessata a delle informazioni su un anello che ho visto nella vostra galleria immagini. L’anello in questione è della serie l’albero e la sfera con cristallo di rocca. Vorrei per cortesia sapere se la pietra montata è una sfera perfetta o se è tagliata in modo da sembrare sferica. In ogni caso, se avete o potete realizzare un anello con incastonato un cristallo di rocca sferico. Inoltre chiedo conferma del prezzo…140,00 euro? ringrazio anticipatamente per la vostra cortesia. Valentina

 

Cara Valentina, grazie innanzi tutto per i suoi graditi complimenti. Per costruire quell’anello siamo partiti da una sfera, che abbiamo in parte spianato. Così facendo la struttura risulta più bilanciata, ed è possibile utilizzare sfere più grandi che se si fossero scelte sfere intere. Inoltre, la continuazione “ideale” della sfera, partecipa al dito in modo più intimo che se si trattasse di una sfera chiusa in se stessa. Queste sono state le ragioni della nostra scelta. La struttua in argento, più che ispirarsi a un albero, richiama la forma di una radice rovesciata, la cui simbologia è molto bella. Anziché frugare il buio della terra, cerca direttamente la luce. Tutti i nostri gioielli sono pezzi unici, rifiniti a mano. Le confermo la valutazione di 140 Euro, più spese di spedizione. Se desidera confermare l’anello, la prego di indicarmi la misura del dito. Se desidera un anello con una sfera intera, le consiglio l’anello del Dragone, nel quale si può inserire una sfera di dimensioni più piccine, ma comunque molto elegante e particolare. Con simpatia,
Paolo e Francesca Severi

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Informazioni ambra

Gentilissimi Paolo e Francesca, mi piacerebbe diventare presto vostro cliente, ma vorrei avere delle Informazioni se possibile precise: vorrei acquistare una collana di ambra baltica per mia madre sui 70 cm magari color cognac oppure se costa troppo una multicolor a pepita,ecc,ecc,. Ma ci sono possibilita’ di pagamenti dilazionati ? Grazie per tutto quello che mi potrete dire e per il momento… Cordialissimi saluti da Stefano

Gentile Sig. Stefano, Il costo di una collana d’ambra varia in relazione a moltissime variabili: qualità, colore, trasparenza, inclusioni, provenienza, tipo di lavorazione, eccetera. Inoltre, è importantissima la genuinità, per cui è bene sapere che esiste materiale completamente naturale, completamente artificiale, e a metà strada, vale a dire materiale naturale fuso e ricompattato. Poi c’è il problema della chiusura: noi usiamo solo oro, che ha un suo costo. C’è da dire che, con una lunghezza di circa 70 cm, si può fare a meno della chiusura. Per soddisfare al meglio la Sua richiesta, dovremmo sapere quanto è disposto a spendere. Su questa base. Le faremo avere le nostre migliori offerte. Purtroppo non siamo attrezzati per pagamenti dilazionati, e accettiamo solo pagamenti anticipati.   Con molta simpatia e tanti auguri,

Paolo e Francesca Severi

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Acquisto on line

Forse ho capito male, ma si può acquistare on line? Oltre a questo ho letto le Vs. recensioni su Pavia…avete ragione sarebbe un bellissima città, ma credetemi visitarla ti spacca il cuore, come hanno potuto ridurla così? Cementata, i monumenti andrebbero puliti a partire da quel povero duomo e la chiesa di San Michele, non si può proprio fare nulla per contrastare lo stato di “erosione”? La torre caduta e lasciata lì e quella che potrebbe cadere…quello che si vive è uno stato di abbandono ecco, eppure è una città universitaria impossibile che non ci siano fondi…Chi visita Pavia vede questo, che peccato, eppure ha scorci e vicoli bellissimi.

Cara Gloria,

Il nostro sito è cresciuto, forse un po’ disordinatamente. Prima o poi lo metteremo in ordine, oppure lo rifaremo di sana pianta. Se nella sezione “Ori e Gemme da acquistare” non è chiaro che le pietre e i gioielli si possono acquistare, è evidente che abbiamo commesso qualche errore. Rimedieremo. Per il momento, credimi, siamo ben contenti di vendere i nostri prodotti. Se hai difficoltà con il sito, non farti scrupoli a telefonarci, a venirci a trovare, a contattarci con ogni mezzo. Per quanto riguarda Pavia, la realtà supera la fantasia. I monumenti sono abbandonati a se stessi, senza la minima manutenzione ordinaria. Recentemente sono caduti dei calcinacci da una delle torri vicine all’Università, e i nostri bravi politici hanno dato la colpa ai pappagalli che vi hanno nidificato, e non alla totale assenza di manutenzione. Ciò che abbiamo fatto come documentazione, proposte, incontri e dibattiti come “Comitato Spontaneo per San Marino” è documentato nel sito. Al Comitato hanno aderito il precedente sindaco, l’attuale e il vescovo. E sono uniti nel non fare niente. Cara Gloria, ti ringrazio delle tue righe di apprezzamento, e del tuo desiderio che le cose migliorino. Come hai scritto a me, scrivi al sindaco, ai giornali locali, agli assessori, al vescovo e a chi vuoi. E, se ti piacciono le nostre pietre, i nostri gioielli e i nostri libri, è nostra intenzione venderteli a buon prezzo!

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Acquisto di zaffiro stellato

Salve volevo comprare uno zaffiro stellato, ma non ho idea nè di quanto  possa costare nè a chi riferirmi. Potrebbe aiutarmi? Colgo l’occasione per esprimere la mia ammirazione verso il suo lavoro:) Chiara

Gentilissima Chiara, noi siamo commercianti di pietre preziose, e abbiamo un ottimo assortimento di zaffiri stellati. E’ una pietra affascinante, ognuna di esse è diversa da ogni altra, sono tutte pietre “uniche”, e per questa ragione non si prestano a essere offerte in un catalogo. Anche il loro valore è estremamente variabile, spaziando dalle poche decine alle molte migliaia di Euro, in relazione a colore, pulizia interna, dimensione, lavorazione, tipo di asterismo. Infine, come per tutte le pietre preziose, ce ne sono di tre categorie: quelle completamente naturali, quelle completamente false, e quelle a metà strada, vale a dire brutte pietre naturali fatte diventare belle con trucchi di laboratorio. Sono le più difficili da diagnosticare. Noi facciamo ogni possibile sforzo per garantire la totale genuinità delle nostre pietre. Abbiamo un attrezzato laboratorio gemmologico, e una competenza di molti decenni. Torniamo ora alla Sua richiesta. Se viene a Pavia, potrà effettuare la scelta nel migliore dei modi. Se ci dice dove risiede, può capitare che la si venga a trovare (abbiamo clienti in tutta Italia, che incontriamo periodicamente). Se ci dà qualche informazione in più (costo, dimensioni, colore, utilizzo, eccetera), Le faremo un’offerta personalizzata. Grazie ancora per il Suo apprezzamento, Paolo e Francesca Severi

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Informazioni pietre preziose

vorei una informazione su pietre preziose  topazi,ametista,acquamarina,brasiolite,ametrino,tormalina

Per ben documentarsi su quelle pietre, oltre che su tutte le pietre, le consiglio vivamente l’acquisto del testo: “Il libro delle Gemme”. Noi lo offriamo a condizioni molto vantaggiose, ed è veramente un testo scientifico ben fatto, accessibile, ricco di fotografie e di ogni tipo di informazione. Con simpatia, Paolo e Francesca Severi.

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Perla conch strombus  

Come allieva Cisgem sono interessata all’acquisizione di una perla conch strombus giga per la mia colezione. In attesa di LeggerVi in merito, cordiali saluti Silvana

Cara Silvana, La ringrazio per la sua richiesta. Penso che abbia “sfogliato” il nostro sito www.oriegemme.it . Se non lo ha fatto, la invitiamo a farlo, perché potrà verificare che la ricerca gemmologica, oltre che di numeri e nomi, può essere rivolta a valori che vanno al di là degli aspetti quantitativi o strettamente economici. Per noi, la pietra preziosa è un importante passo nella “ricerca del bello nelle piccole cose”. Per questa ragione, escludimo dalla nostra ricerca tutto ciò che ha a che fare con l’inganno e con la violenza. Niente pietre artefatte, niente pietre con subdoli trattamenti e, soprattutto, niente perle, corallo, avorio, ossa, peli e altri resti organici che prevedano la vivisezione, per esempio delle ostriche perlifere, o il dissesto ecologico, come la raccolta del corallo. Certo, rinunciamo a dei soldi, ma non rinunciamo a delle idee, che sono più importanti dei soldi. I soldi sfumano, le idee restano. Sappiamo benissimo che le perle conch della strombus giga, per il momento, sono naturali e non impiantate artificialmente come la generalità delle perle. Ciò non toglie che la ricerca di questi animali non per scopo alimentare, ma meramente ornamentale, ci trova contrari. L’uccisione per difesa o per nutrimento, fa parte delle leggi di natura. L’uccisione per divertimento o abbellimento, fa parte solo di un aspetto della nostra civiltà. Noi, questo aspetto, lo contestiamo. Siamo comunque a sua disposizione per ogni tipo di pietra preziosa per collezione, dove per “pietra” si intenda un oggetto di origine minerale assolutamente naturale. Con simpatia, Paolo e Francesca Severi

In linea di massima con mè vegetariana convinta aprite una porta già aperta. Non prendo la Vs. risposta come una ramanzina e mi piace la chiarezza delle Vs. idee. Come avrete potuto notare dalla mia richiesta, sono una persona che non ama i monili(porto solo la fede nunziale con grande piacere) ma come futura gemmologa, devo avere pietre di paragone poichè non posso vivere al Cisgem. Mi ha fatto piacere conoscerVi a livello epistolare e desidero sapere se posso venirVi a trovare per acquistare pietre che ancora mancano alla mia piccola collezione. Anche se non ci conosciamo penso di aver trovato amici con cui condividere emozioni nel “vedere” in ogni singolo minerale non un semplice minerale ma un dono della natura. Al piacere di conoscerVi ed in attesa di una Vs. risposta, cordialissimi saluti Silvana

Carissima Silvana, certe volte, anche se non sempre, la franchezza e la sincerità “pagano”. Capita raramente, ma capita, che chi entra nella nostra bottega con l’intenzione di comperare un corallo, esca avendo comperato altro. Normalmente, vanno a cercare corallo da un’altra parte; quasi sempre perché convinte che il “ramo” di corallo sia effettivamente un “ramo”, o che le perle “coltivate” siano effettivamente “coltivate”. La disinformazione nel nostro settore non è da meno a quella della generalità dei settori. Per questa ragione mi guardo bene dal fare ramanziene a chicchessia; mi limito a portare avanti le mie idee, rinunciando a dei quattrini, e facendomi vedere poco in giro dalle parti di Torre del Greco… A parte gli scherzi, la mia bottega è normalmente chiusa domenica e lunedì, ma se desidera farmi visita, me lo comunichi uno o due giorni prima, perché sono sovente in giro. E, in quell’occasione, si ricordi di ricordarmi che ho intenzione di donarle uno dei libri che ho scritto sulle pietre. Se ama le pietre, ma non ama indossare monili, ci sarà sicuramente una ragione. Non voglio giocare al piccolo psicologo, ma la generalizzata banalità della attuale gioielleria di massa, normalmente cozza con i desideri e le aspettative che uno spirito sensibile vorrebbe legate a una pietra, che è cosa unica, così come unica è la persona che la può desiderare e, eventualemente, indossare. Sulla scorta di queste motivazioni, da tempo creo gioielli che si legano alla storia, alla personalità e alle aspettatitive di chi li indosserà. Per questa ragione dicono poco se visti in fotografia o in vetrina, ma quasi “esplodono” se indossati. Per quanto riguarda le pietre per collezione… sono pronto a scommetere un caffé che rimarrà stupita sia dall’assortimento, sia dai prezzi bassi, sia, e questa è la cosa più importante, dalla loro bellezza.

A presto, e con vera simpatia,

Paolo Severi

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Salve Paolo e Francesca, mi chiamo Giusy. Ho visitato con piacere il vostro sito e l’ho trovato davvero molto interessante e ricco di informazioni. Vi scrivo per chiedervi una cosa: come posso capire se degli orecchini con topazio azzurro che posseggo  sono stati sottoposti a radiazioni? Sulla scatola è riportato che si tratta di orecchini in acciaio con “topazio azzurro naturale” ed il costo si aggira sui 110 euro. Non vorrei indossare degli oggetti radioattivi! (seppur immagino sia minima la quantità di radiazioni…)

Vi ringrazio molto. Un saluto,

Giusy

Cara Giusy,

ai primi tempi di queste sofisticazioni, non andavano molto per il sottile; utilizzavano addirittura il plutonio, il cui tempo di decadimento si computa in millenni. Da ormai una ventina d’anni questi metodi non si usano più, per fortuna, e si limitano al bombardamento con raggi gamma, le cui tenui radiazioni si affievoliscono in fretta, fino a decadere del tutto nel giro di pochi mesi. Scongiurato quindi il pericolo delle radiazioni, resta il fatto che, come sosteniamo da sempre, la ricerrca del bello nelle piccole cose deve allontanare ogni tipo di falsità, e il colore artificiale di una pietra, anche se non più radioattivo, è comunque una mistificazione. Per quanto scritto sulla confezione degli orecchini, il problema è complesso, per lo meno sotto un profilo giuridico. La frase “Topazio azzurro naturale” è composta da un soggetto principale, il “Topazio”. Questo topazio è, in effetti, naturale. Il suo colore no, per cui una corretta informazione sarebbe dovuta essere: “Topazio naturale con colore artificiale”. Purtroppo, la terminologia commerciale è sovente poco chiara, e potrei citare mille esempi, non solo in gemmologia, ma in ogni articolo che abbia un valore commerciale. Il triste risultato è che tu, cara Giusy, ora ti trovi con degli orecchini che, se ti avessero bene informata di cosa si tratttava, ti saresti probabibilmente ben guardata dall’acquistarli, mentre noi, che ci ostiniamo a commercializzare esclusivamente materiale assolutamente genuino, ci ritroviamo, come dire, a bocca asciutta. Ma è questione di tempo; come vedi, le informazioni su quel topazio nemmeno ti sei posta il problema di chiederle a chi te lo ha venduto, il che significa che quel commerciante ha perso ai tuoi occhi ogni credibilità, ma le hai chieste a noi, e di questo ti ringraziamo, perché comunque si tratta di un atto di stima e fiducia.

Con simpatia,

Paolo e Francesca Severi

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vorrei sapere se ci sono giade di altri colori, come il verde? e quanto costa?

Gentile Greta,   di giade ce ne sono di moltissimi colori diversi. Il verde carattrerizza la “Giada Imperiale” che, nelle migliori qualità, è veramente molto costosa. Dato che si tratta di un materiale molto apprezzato in Oriente, ma poco conosciuto in Occidente, bisogna stare particolarmente attenti alle contraffazioni, che sono molto ingannevoli. Noi, per nostra scelta, offriamo esclusivamente materiale naturale sotto tutti i punti di vista. Nel nostro sito offriamo qualche esemplare di giada in minuscole sculture adatte a ciondoli, a prezzi decisamente abbordabili; i cabochon in giada imperiale verde sono normalmente in materiale di alta qualità e alto costo (qualche centinaio di Euro per una gemma di bel colore verde delle dimensioni di un’unghia di pollice), e li procuriamo su esplicita richiesta. C’è anche una varietà di giada verde che si chiama nefrite, ma è poco adatta per cabochon, perché di colore molto spento; la si può utilizzare giusto per delle collane piuttosto economiche.   Qui di seguito, un paragrafo del nostro libro “Le Parole delle Pietre”:   Giada – «Le Giade sono mor­bide, lisce e lucenti come la be­nevolenza; forti, compatte, belle come l’intelligenza; affi­la­te ai bordi, senza essere ta­glienti, co­me la giustizia; sono assai belle pur non na­scon­dendo i lo­ro di­fetti, come la sincerità; la loro sostanza, con­tenuta nei corsi d’acqua e sui pendii delle col­line, splen­de come i Cieli e, per­cosse, emet­tono note lunghe e chiare come la musica cele­ste». (Confucio)

Con simpatia,

Paolo e Francesca Severi

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Siete per caso a conoscenza di una pietra piuttosto dura, simile al diamante conosciuta come “Fanakite”?  Un signore etiope mi dice che e’ una pietra molto apprezzata in Italia ma io purtroppo non ne ho mai sentito parlare.  Apprezzerei una vs. risposta. Grazie. Antonella

 

Phenakite Si tratta di una pietra molto simile al quarzo ialino, anche se la durezza è più simile a quella del berillo o del topazio. Dato che l’indice di rifrazione è piuttosto basso, non somiglia al diamante più di quanto non assomigli un quarzo. Penso di averne qualche cristallo grezzo, ma non ne ho di lavorati a gemma. Ha mercato fra i collezionisti. Può anche darsi che qualche “mago” ne abbia intuito straordinarie proprietà, per cui possa avere, presso i suoi adepti, un momento di gloria. Può anche darsi che ci sia un’altra pietra con un nome simile. Colore: Incolore Indice di rifrazione: 1.651-1.696 Composizione chimica base: Be2SiO4 Durezza: 7.5-8.0 Peso specifico 2.94–2.96 Gruppo cristallografico: Esagonale Giacimenti Russia, Madagascar, U.S.A., Brasile, Francia, Svizzera, Sri Lanka, E. Africa.

Con simpatia,

Paolo e Francesca Severi

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Gentile Paolo Severi, Ho un cliente che vorrebbe personalizzare una giada incidendo il volto di sua figlia. Volevo sapere se voi potete fare incisioni di questo tipo.

 

Le incisioni su pietra possono essere effettuate in due modo differenti: a mano, oppure con mezzi meccanici, magari computerizzati. Il nostro incisore lavora esclusivamente a mano. I risultati sono superbi, i pezzi assolutamente unici, ovviamente, i costi sono maggiori che se eseguiti in modo automatico. Per un preventivo, bisogna sapere le dimensioni della pietra. Inoltre, qualche foto del volto da ritrarre (frontale, profilo e tre quarti). Per quanto riguarda la pietra, anche qui i costi sono estremamente variabili, passando da poche decine di Euro per una giada nefrite, a prezzi altissimi per una giada giadeite verde (giada “imperiale”). Ovviamente, anche il mercato della giada è infestato da sofisticazioni di ogni tipo, per cui mi sento di suggerire molta prudenza. Possiamo procurare il materiale idoneo, offrendo tutte le garanzie del caso. Abbiamo un buon assortimento di materiale grezzo di giada giadeite bianca con chiazze verdi, e anche qualche pezzo di giada giadeite quasi completamente verde. A grosse spanne, l’ordine di cifra per un simile lavoro sarà di qualche centinaio di Euro per la pietra, e fra gli 800 e i 1.500 Euro per l’incisione (più IVA). Ovviamente, come anticipato, il preventivo sarà affinato quando avremo gli elementi per farlo. Dal nostro sito in molti ci hanno richiesto incisioni, specialmente per stemmi di famiglia, e tutti sono rimasti molto soddisfatti.
Con i migliori auguri di buon lavoro, e con molta simpatia,
Paolo e Francesca Severi

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Spett.le Azienda, Vi scrivo per sapere se è possibile poter confezionare un anello da UOMO in base argento o oro con applicazione madreperla incisa con stemma (tipo cammeo) o in un’altra pietra tenera, che vi invierei Grazie,

R.

Gentile R, siamo in grado di incidere su ogni tipo di pietra. Consigliamo le più dure, come zaffiro, rubino, corniola, agata, quarzo, lapislazzuli, in quanto più durature della madreperla. Inoltre, il costo dell’incisione è simile. Come nostra filosofia di lavoro, non usiamo materiali organici, perché hanno alle spalle delle storie di violenza, e hanno di fronte una durata limitata nel tempo. Come metallo, consigliamo l’oro. Il costo della lavorazione di un pezzo singolo è simile a quello di un altro metallo, ma è pur sempre oro! E l’oro mantiene il suo valore nel tempo, e lo accresce. Un anello con uno stemma è fatto per durare nelle generazioni; non vale la pena di usare materiali economici, perché sarebbe una contraddizione. Una incisione su pietra può rappresentare lo stemma di famiglia; in questo caso sarà eseguita in un pezzo unico e appositamente per il cliente. Oppure può essere un’imitazione di un sigillo antico, e in questo caso può essere prodotta in piccola serie, a costi molto più contenuti. Oppure può rappresentare dei disegni o dei simboli di fantasia, magari eseguiti con macchine industriali, e in questo caso i costi sono ancora più bassi. Se poi si cade nei materiali sintetici o nelle plastiche, si tratta di prodotti da bancarella che non ci interessano. Parlando quindi di pietra incisa, della misura di un normale anello per uomo, vale a dire pressappoco mm 12×17, il costo dell’incisione eseguita a mano da un grande maestro di aggira fra i 500 e i 900 Euro più IVA, a seconda del grado di difficoltà. Il costo della pietra è a parte, e può variare da poche decine di Euro per una corniola a un centinaio per un lapislazzuli, fino a toccare e superare i mille Euro per uno zaffiro. Se l’incisione non deve riprodurre un disegno specifico di proprietà del cliente, e si può quindi trovare del materiale già pronto, i costi precipitano. Se invece uno volesse una pietra di valore archologico, i prezzi sono di pura follia. Siamo in grado di seguirla in ogni caso; ci dica cosa deve rappresentare lo stemma, e sarà un piacere fare bella figura nell’accontentarla.
Con simpatia,

Paolo e Francesca Severi

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Buongiorno, Volevo avere informazioni sui rubini grezzi, se vi sono acquirenti in italia, e indicativamente sapere il prezzo

 

Buongiorno D, il prezzo dei rubini grezzi può variare molto a seconda della qualità. Si può passare tranquillamente dai 100 dollari al chilo, ai mille dollari al grammo. Una cosa è certa: è un mercato nel quale non c’è spazio per incompetenti e affaristi improvvisati, come, del resto, con con tutte le pietre preziose. Se le interessa qualche pietra grezza per collezione, ne abbiamo e, anche per esse, il valore varia a seconda della qualità.

Con simpatia,

Paolo Severi

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Buongiorno Paolo! Mi piace il suo sito, complimenti! Sono Cristalloterapeuta, e sono in ricerca di un Cristallo Finestra .Se mi può aiutare, magari con una informazione, mi da una grande spinta alla mia evoluzione. Auguri Lucenti! A presto.

Caro Lorenzo, buona giornata, e grazie per le parole gentili. I quarzi sono cristalli meravigliosi, ma, generalmente, vengono raccolti da gente grossolana. Così capita che le parti più fragili si rovinano, non perché da quando si sono formati sono passatio millenni, ma per l’ingordigia dei cavatori. Inoltre, fra i mille modi di accrescersi con una base esagonale, ce ne sono certi di particolarmente interessanti, e, quindi, particolarmente richiesti. Che fare? Purtroppo, molti mercanti senza scrupoli aggiungono faccette là dove non c’erano, dopo avere grossolanamente riparato le faccette che avevano rotto. Una vera distruzione di un patrimonio naturale impagabile. In altre parole, trovare un cristallo grande, completamente naturale nella forma, con scheggiature minime e senza “ritocchi” artificiali, è veramente difficile. O ci si accontenta di esemplari veramente piccoli, della dimensione di un’unghia, e allora è possibile trovare anche qualche cristallo immacolato con una bella “finestra” romboidale, oppure bisogna avere la pazienza di aspettare, e la disponoblità di pagare cifre che possono sembrare esagerate per un cristallo poco più grande di un dito.

Mi faccia sapere,

con simpatia, Paolo e Francesca Severi

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salve, faccio appello alla vostra competenza ed esperienza; io possiedo un  anello con zaffiro blu intenso, naturale e autentico di 2 karati; secondo il  vostro esperto parere, approssimativamente quanto puo’ valere lo zaffiro in  termini economici? sperando nella vostra risposta, vi porgo cordiali saluti.

Buongiorno, Esistono due tipi di indagini sulle pietre. La prima è di  “qualità”, e mira a stabilire se la gemma è genuina, se ha o meno subito  trattamenti e di che tipo, sono importanti le analisi sulle inclusioni, sul  colore, il taglio e la provenienza. Questa analisi ha un costo, che può  variare da un minimo di 50 Euro, a un massimo di oltre mille. Dopo  effettuata la prima analisi, si può eseguire una stima di valore della  gemma. Un tempo, il perito che giudicava si diceva disposto a comperare la  pietra stessa a un 20% in meno della stima, e a procurare un gemma  assolutamente paragonabile a quella esaminata per un 20 % in più. Oggi  questa regola non vale più, e il perito non è tenuto a commercializzare la  gemma stimata. Il costo di questa perizia di valore può variare da un 3 a un  5% del valore della gemma, con un minimo di 50 Euro. La invito a  diffidare di chi offre perizie gratuite. Se ritiene di affidarci la perizia e  la stima del suo oggetto, le riserveremo un trattamento di tutto  favore. Con simpatia, Paolo e Francesca Severi

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January 23, 2013

buonasera,

mi è piaciuto il vs. sito e la vs. professionalità nell’esposizione.  Vorrei sottoporti questo quesito. Di recente, una zia mi ha regalato un anello oro bianco con pietra taglio ovale (il suo gemmologo nel  1994 scrisse che trattasi di anello con topazio azzurro naturale delle seguenti  misure 21,53 x 15,57 x 11,13 mm, peso stimato ct 29,54); secondo la vs.  competenza, conoscenza ed esperienza, approssimativamente che valore potrebbe avere questa pietra o tutto l’anello? So che la zia ai tempi  lo pagò una certa cifra, ma oggi, è un oggetto che ha valore o mercato? Sperando nella vostra risposta, ringrazio per l’attenzione e  porgo cordiali saluti.

Buongiorno,

la ringrazio per la stima e la fiducia, quindi proverò a cimentarmi in una “telediagnosi”, basandomi solo sulle sue parole, e senza neppure una foto di supporto. Lei, riferendosi al certificato gemmologico, cita testualmente: “peso stimato ct 29,54”. Ora, la parola “stimato”, giocando al piccolo investigatore, significa che il sedicente gemmologo ha esaminato la pietra già montata sull’anello, vale a dire che ha effettuato una analisi piuttosto superficiale. Ora, i topazi azzurro naturale sono talmente rari che è impossibile determinare la naturalezza del colore senza indagini molto approfondite, impensabili da effettuare su di una pietra già montata. Così mi sento di affermare con un margine di certezza piuttosto elevato (diciamo superiore al 95%), che il topazio azzurro del suo anello, anche se fosse un topazio naturale, ha il colore che è stato indotto in laboratorio con un bombardamento di raggi gamma. Questo nella migliore delle ipotesi, perché i primi esemplari li bombardavano addirittura col plutonio, che lasciava pericolosi residui radioattivi sulla pietra. Il valore di queste pietre è bassissimo. Addirittura, se ancora mantenesse tracce residue di radiazioni, dovrebbe essere smaltito come rifiuto speciale, si figuri un po’. Se sono stato un po’ crudo nella diagnosi, non me ne abbia a male; il medico pietoso eccetera eccetera…

Con simpatia, e se passa da Pavia, è il benvenuto.
Paolo e Francesca Severi.

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September 26, 2013

Buon giorno! Sono una vostra cliente e volevo chiedervi se per caso aveste delle alessandriti. Sono in cerca di una piccola gemma, non troppo costosa, perchè vorrei fare un regalino. So che sono pietre rare… Grazie

 

Buongiorno Lucia, in effetti, l’alessandrite è fra le pietre più costose che esistono. Richiestissima dai collezionisti, se appena appena cambia un po’ di colore dalla luce naturale alla luce artificiale (a incandescenza), passando dal viola-rosso all’indaco-verdastro, la sua quotazione sale alle stelle. Ho quattro pietre piccoline, molto belle, con buon cambiamento di colore. A parte le invio due fotografie, una scattata con luce al neon (che simula la luce naturale), l’altra con luce a incandescenza. I pesi sono rispettivamente ci ct -0,13- 0,14- 0,08 -0,10. Sono piccoline, ma ben tagliate, limpide e, quello che più conta, con un buon cambiamento di colore. Il loro valore è rispettivamente di Euro156,oo; 168,oo; 96,oo; 120,oo. Ovviamente, come con tutte le pietre preziose, bisogna stare mooolto attenti alle sofisticazioni. Ci sono in commercio sia imitazioni dozzinali che si riconoscono a distanza, sia falsi d’autore che, per identificarli, non è sufficiente una semplice analisi con la lente, ma bisogna una attrezzato laboratorio gemmologico. Noi diamo le più ampie garanzie di genuinità delle nostre gemme. Ovviamente, per pietre dal valore tutto sommato modesto, il certificato sarà piuttosto essenziale, che non varrebbe la pena spendere di più per la garanzia che per la pietra, ma di una cosa può stare tranquilla: NOI TRATTIAMO SOLO PIETRE GENUINE. Spero di poterla accontentare e, in ogni caso, non esiti a contattarci per ogni esigenza o curiosità. Con simpatia, Paolo e Francesca Severi.

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October 21, 2013

 Salve, avete crisoberilli (occhi di gatto) disponibili? È possibile ricevere informazioni circa i prezzi? Grazie

 

Buongiorno Tatiana,
Le pietre che presentano fenomeni ottici particolari sono una delle nostre fissazioni. Abbiamo crisoberilli occhio di gatto (anche nella varietà alessandrite). Per certo non possiamo fotografare dettagliatamente tutto il nostro stock, quindi, premesso che noi trattiamo esclusivamente pietre genuine, le chiedo qualche  informazione, in modo da centrare meglio la mia offerta. Quanto, grosso modo, deve essere grande la gemma? Di che valore? P.S. Altre nostre pietre gatteggianti: Sillimanite, Apatite, Quarzo, Smeraldo e altre ancora.

Grazie, e spero di poterla accontentare.
Con simpatia,

Paolo e Francesca Severi.

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Thursday, January 16, 2014

Ciao, leggevo le vostre recensioni riguardante la ricerca dell’oro e  mi domandavo se in quel di bologna o zone limitrofe si poteva  praticare questa ricerca, qualsiasi esso sia il posto dove cercare. Ti ringrazio anticipatamente per la tua risposta..
Ciao e buona serata
Francesco

Ciao Francesco,

i fiumi e i torrenti alpini hanno, chi più, chi meno, un po’ di oro nelle loro sabbie. Per oro, intendo oro “visibile”, che quello ionico o disciolto in composti mineralogici diversi dallo stato puro (come, per esempio, l’arsenopirite aurifera) sono passibili di ricerche industriali, e non certo amatoriali. Altri fiumi italiani hanno per lo più tracce minime, che sono un po’ snervanti. Sul Ticino, per esempio, dopo un po’ di lavoro puoi vedere brillare qualche pagliuzza, piccola, il peso complessivo può essere ridicolo, ma per lo meno le vedi, ed è l’emozione che cerchi. Non ho mai cercato oro dalle tue parti, e la letteratura in merito è scarsa e lacunosa, quindi non ti so dire. Però, se in primavera o in estate vorrai passare una mezza giornata sul Ticino, sarai il benvenuto. Se, anche prima, hai occasione di passare per Pavia, ti potrò far vedere polvere d’oro, pepite, minerali auriferi, gioielli costruiti con oro puro e un sacco di cose che, per ragioni di ovvia riservatezza, sul sito non appaiono.

Ciao,Paolo

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