Top Menu

Conchiglia in ambra

A quei tempi, mia figlia collezionava conchiglie. Pur se molto giovane, o forse proprio perché molto giovane, voleva che nessun esemplare della sua raccolta fosse stato strappato vivo dal fondo del mare. Così erano tutti esemplari un po’ rovinati, con i colori un po’ sbiaditi, e con aculei, punte e bordi un po’ spezzati. Insomma, una collezione meravigliosa.

A quei tempi mi appassionava lo studio delle ambre, che ricercavo, studiavo, lavoravo e fotografavo al microscopio. Le impronte lasciate dalla vita in quei teneri ciottoli, oltre la barriera del tempo di trenta milioni di anni, sono affascinanti.

Fatto sta che tutta la famiglia era coinvolta nella ricerca di qualche dittero, o di un ragnetto, o di una fogliolina, o di qualche tipo di polline congelato in quella resina solidificatasi trecentomila secoli fa. E mia figlia, una domenica mattina, mi fa: «Papà, tu dovresti trovare una bella conchiglia nell’ambra». E io a spiegarle che l’ambra È una resina, che proviene da certe piante, e che le piante sono lontane da dove ci sono le conchiglie, e che quindi la sua era una richiesta difficile da esaudire. «Se fosse semplice, mica te la avrei chiesta.»

Per farla breve, quello stesso pomeriggio, di ritorno da un viaggio a Santo Domingo, un amico mi porta alcuni ciottoli grezzi di ambra. Ne pizzico uno, chissà perché proprio quello lì, e propongo di lavorarlo seduta stante, perché mi ispirava. Era un ciottolo di un trenta grammi di peso, di bel colore e piuttosto incluso. Ne spiano una parte, la lucido accuratamente e da quella finestra inizio a ispezionare col microscopio l’interno. In quell’angolo, in basso a sinistra, c’è qualcosa che mi fa rizzare i capelli in testa. Bisogna asportare una zona torbida per avvicinarsi meglio alla inclusione, e lo faccio con una eccitazione piuttosto evidente, sotto lo sguardo stupito del mio amico che, per sua esperienza, sapeva che quando sono di un umore particolare, la cosa migliore da fare è starsene in un angolo zitto zitto. Riposiziono il pezzo di ambra lavorato sotto al microscopio, e do’ letteralmente fuori da matto! Era proprio una conchiglia! Circa tre millimetri di conchiglia, una “turbo” perfettamente formata. Inizia una ricerca, e pare che un esemplare del genere sia conservato in un importante museo tedesco, e che un altro esemplare, un po’ rovinato, sia a New York…

btt