Poesie di pietra – Legno fossile italiano

Legno fossile italiano. Me lo ha regalato Luigi, un caro amico, molti anni fa, mi disse che proveniva dai monti di Lecco. Legno fossile. Si parla di un centinaio di milioni di anni. Da quel buco usciva un ramo, col l’anelito di sviluppare foglie in cerca di Sole, e fiori, con il fremito di diffondere la vita. Il legno non c’è più. Le molecole di carbonio hanno ceduto il posto al silicio, ma la forma originale è stata magicamente rispettata. Quel foro a forma di goccia. Una stilla di eternità, un’apertura verso altri orizzonti, viene voglia di guardarci attraverso, nella speranza di vedere dall’altra parte sé stesso con negli occhi la luce di nuovi grandi orizzonti. Un foro di cento milioni di anni è una macchina del tempo, ma, per tenere questo legno fossile in verticale, ho usato una bacchetta d’acciaio e una base di porfido. Legno fossile, metallo, pietra vulcanica, un foro a goccia che è l’aria, il vuoto, la possibilità, la soglia. Un tempo quest’albero si ergeva alto. Gli ho restituito la verticalità. Ogni volta che lo vedo, lo ringrazio.
Lo chiaman nodo,
ma, se varchi la soglia…
mille orizzonti.
Paolo Severi – aprile 2020
















