Poesie di pietra – Sasso del Trebbia

Sasso di fiume, raccolto in un posteggio sterrato vicino al fiume Trebbia.
Uh uh, guarda che bello, sembra un albero.
Sì, certo, sembra che ci sia disegnato un albero, anche molto bello, direi che lo stile è quello di Klimt, ma non è questo il punto. Perché c’è questo disegno? Alle spalle dell’albero, direi che addirittura ci sia un bosco, un po’ in ombra. Ci sarà un legame fra questo sasso e il bosco? Passa una giovane mamma con in braccio il suo bel bambino che strilla; lei se lo abbraccia piena d’amore. In questo piccolo monello vede il futuro architetto, musicista, capo politico, tutto quello che vuole purché sia felice, troppo belli. Mi sdraio sulla ghiaia, il sole è ancora caldo. Perché l’acqua fa quel rumore? Perché deve fare rotolare i sassi, arrotondarli, allora ti immagini il letto del fiume, i sassi più grandi che verranno movimentati solo alla prossima piena, ma ora sono accarezzati e lisciati dalle schegge strappate dagli altri sassi, e così si genera la sabbia, sempre più fine. Forse i sassi sanno che la loro sabbia diventerà terra fertile, poi albero, fiore e frutto, fino a che il bosco si estenderà fino all’orizzonte… chi lo sa, forse, come quella mamma sognava ogni bene per il suo cucciolo, così il sasso può fantasticare dell’albero e del bosco.
E, se non lo fa il sasso, lo faccio io.
Un sasso e un bosco,
il tempo li trasforma
l’uno nell’altro.
















