
Monumenti e centro storico, ecco un piano possibile
Pavia da riscoprire e salvare
Scrivo queste righe di riflessione a seguito della riunione, organizzata dal Comune, con le Associazioni culturali legate al territorio. L’importante patrimonio culturale delle Associazioni non va disperso; malgrado la data, erano rappresentate quasi tutte. Le riunioni offrono un confronto “a caldo”; le relazioni scritte possono essere altrettanto costruttive. Il Comune sembra voglia impostare importanti progetti, porsi grandi domande e ambiziosi obbiettivi. Così ha dato l’incarico di “progettare” la città a consulenti esterni. Il primo risultato è una tesina piuttosto banale, che ha lasciato sconcertate molte Associazioni.
I consulenti esterni
Alla domanda: “Come promuovere l’immagine di Pavia fuori da Pavia?” il Comune propone di incaricare consulenti esterni alla città di studiare piani strategici; cercare finanziamenti e mecenati per grandi progetti; progettare strategie turistiche che coinvolgano Certosa, percorsi romanici, percorsi longobardi, percorsi navigabili e quant’altro. L’idea di includere qualcosa di Pavia come Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, si è arenata di fronte alle primissime difficoltà. Come esponente del Comitato per San Marino e socio di varie associazioni pavesi, offro il mio contributo, spero costruttivo, di idee. – Le attuali tendenze architettoniche sui monumenti sono per una loro immediata fruibilità. La chiesa di San Marino è stata chiusa vent’anni fa che era in buone condizioni; ora, è fatiscente. Aspettando finanziamenti dall’alto, e rinunciando alla manutenzione ordinaria, Pavia ha perso un importante punto di riferimento culturale e sociale. I danni arrecati da vandali, ladri e incuria sono molto maggiori di quello che sarebbe stato il costo di una manutenzione ordinaria. È stato commesso un grave errore cui bisogna rimediare, e che non bisogna ripetere. – Per migliorare l’immagine della città fuori dalle nostre mura, un’operazione di marketing non supportata dalla partecipazione della città, è inutile e dannosa. A che servono i turisti, se trovano scarsa accoglienza, bar chiusi, strade sporche, posteggi a casa di dio, vigili e ausiliari del traffico in agguato, monumenti chiusi… – Il rilancio della città deve partire dalla rinascita dell’orgoglio di appartenenza. – Sembra che, a Pavia, le uniche strade siano Strada Nuova e Corso Cavour. Forse, un tempo, col Carona e il tram a cavalli, erano veramente interessanti. Oggi, sono strade anonime, con le stesse “grandi firme” che si possono trovare, rigorosamente uguali a se stesse, in tutto il mondo. La vera Pavia si snoda fra vicoli, botteghe artigiane, negozi di vicinato, osterie, studi di artisti, chiese ricche di storia e socialità, locali dove ascoltare e fare musica… Tutto finito, rimpiazzato da scarabocchi sui muri, bar dove la vera cultura è la birra, sporcizia, monumenti chiusi, centri commerciali in periferia, brutti come enormi giocattoli di plastica, che sono la tomba della cultura, ma utili per far chiudere i negozi di vicinato e le botteghe artigiane sopravvissute. Per far sì che i pavesi si riapproprino, in modo sano, dei vicoli e degli spazi veri della città, non sono necessarie grandi opere, ma un costante impegno quotidiano. Qui di seguito alcuni suggerimenti, a costo vicino allo zero. – A ogni strada che si incrocia con Strada Nuova e Corso Cavour, un cartello con la scritta:
PAVIA CONTINUA. Ho già un progetto per la realizzazione di questo cartello, e sarebbe un piacere farne dono al Comune, sia dell’idea, sia del progetto. – Incentivi ai negozianti per un miglioramento delle vetrine e delle insegne a bandiera, fatte in ferro battuto, con il simbolo di Pavia e il nome del negozio. Anche in questo caso, il costo sarebbe zero. – Un concorso fotografico sui dettagli della città. Le foto selezionate faranno parte di un data-base accessibile da Internet, con il nome dell’Autore cui rivolgersi per un uso commerciale. Il costo è ridicolo, e azzerabile con sponsorizzazioni. – La pulizia è uno dei problemi delle strade interne. Di fronte ai bar, la gente fuma a più non posso? I gestori devono provvedere con adeguati posacenere! Di notte poi, molti loro clienti si lasciano un po’ andare, e restituiscono alla strada l’eccesso di vino, birra e spaghetti. Queste macchie vanno lavate con una idropulitrice, utile anche per togliere le impronte delle gomme masticate. Non è difficile, e nemmeno costoso.
Cooperative di pulizia
L’Associazione Liutprand propone di formare, con gli stranieri in difficoltà, delle cooperative di pulizia che percorrano la città con acqua e scope, per tenere tutto pulito come se fosse una vera casa. Idea semplice, a costo bassissimo (i negozianti e i residenti sarebbero felici di contribuire). La conoscenza e la partecipazione portano all’amore e al rispetto, oltre che all’orgoglio di appartenenza. Le decisioni che vengono solo dall’alto, portano a situazioni come lo stato di abbandono della chiesa di San Marino o, altro fatto evidenziato dalla Associazione Liutprand, all’uso di parte della Basilica di San Michele come posteggio privato di alcune automobili. Se poi arriveranno anche i soldi dall’alto, confido che verranno utilizzati nel migliore dei modi. A sincera disposizione per azioni costruttive,
Paolo Severi,
Comitato per San Marino
Pavia
Paolo Severi,
Comitato per San Marino
Pavia
















