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37-I simboli a San Marino

I simboli a San Marino

Pavia, una chiesa e i misteri

Il culto delle reliquie è un retaggio del passato, un’incrostazione pagana che, giustamente, interessa sempre di meno. Oggi, certi aspetti della religiosità vengono relegati più al folklore che alla fede. O no? Ma cosa c’è dietro al «fascino» delle reliquie? Feticismo? Psicosintesi? Come si può pensare che in una scatola di ossa ci sia un concentrato di divinità maggiore che altrove? Uno dei principali assunti religiosi è che «Dio è Immenso»; essendo egli dappertutto, è una contraddizione dire che ce n’è di più da una parte che dall’altra. Non me la sento di dare delle risposte, ma mi diverte solleticare il problema. Ciò che mi avvicina a San Marino è che anch’io lavoro le pietre, e San Marino è il protettore della mia categoria, per cui mi sento un po’ in debito nei suoi confronti. Forse, ci sono cose più importanti su cui meditare che stabilire se le spoglie del santo riposano a Pavia piuttosto che da un’altra parte. Forse, il non sapere dove sono effettivamente le sue spoglie, fa parte di un messaggio, di un disegno più ampio. I tre santi venerati nella Chiesa di San Marino sono: San Marino, Sant’Espedito, San Leone. La verità storica di questi personaggi è veramente poca cosa, per cui proverò a legare assieme storie frammentarie e diverse, basandomi sulla leggenda e sull’agiografia. Le cattedrali gotiche (e la nostra San Michele ce lo ricorda), sono ricche di simbolismi iniziatici (fra cui animali strani e molti leoni) dalle interpretazioni difficili. C’è anche chi sostiene che non è importante la corretta interpretazione, ma lo studio, il cammino, la ricerca che uno compie nello studiare e nel partecipare a quei simboli. Così mi sento autorizzato a dire la mia, anche se la chiesa di San Marino non è una cattedrale gotica, e anche se io sono più uno studioso di pietre che di reliquie. E proprio da qui comincia la storia: San Marino era uno scalpellino che veniva dalla Dalmazia e il suo lavoro consisteva nel lastricare le strade. Strade di un mondo che non gli piaceva, così alzò il tiro: anziché lavorare pietre piccole, intentò l’impresa di lavorarne una gigantesca: un’intera montagna, il Monte Titano. Assieme ai suoi discepoli, la trasformò in una repubblica laica. A quei tempi c’erano principati più o meno feudali e regimi autoritari. Marino, uomo di Chiesa, fondò una repubblica laica, senza inimicarsi né la Chiesa, né gli staterelli vicini, anzi, lo fecero addirittura santo. Spesso, San Marino viene raffigurato in compagnia di un orso. Oggi, la piccola Repubblica di San Marino si vanta di essere la più antica del mondo. Sant’Espedito è una figura fatta tutta di simboli. Soldato romano martire, viene rappresentato con l’elmo per terra (per poter far meglio rifulgere l’aureola), un corvo sottomesso sotto al piede destro che gracida una parola che, tradotta, significa «domani». Alla mano sinistra, anziché la spada, un ramo di palma, sulla destra una croce con una parola che, tradotta, significa «oggi». È il santo delle grazie estreme dell’ultimo momento. San Leone c’è chi lo dice «fratello» di San Marino ma, lo sappiamo, la parola «fratello» può avere un significato molto allargato. Bene. Vediamo di legare assieme queste poche informazioni. Marino (nome che ricorda il mare, quindi le profondità), il mare lo attraversa per raggiungere e trasformare una montagna, quindi le altezze. Mare più montagna, significa «verticalità». (Ricordiamo che, lo affermano praticamente tutte le religioni, Dio trasse la vita dalla terra, creò l’uomo e ogni forma vivente plasmando la terra. Così, la lavorazione della terra, delle pietre e dei metalli, è un po’ una imitazione del lavoro divino. Per millenni i segreti legati a queste lavorazioni sono stati tramandati per via iniziatica). Abbiamo quindi la «verticalità», un orso e San Leone. L’orso e il Leone rappresentano il labirinto della foresta, della natura nella sua «orizzontalità». Sant’Espedito, soldato, martire, l’attimo fuggente; la morte come ascesi, rappresenta il tempo, nel suo «Attimo» e nella sua «Eternità». Abbiamo quindi riunito «Verticalità», «Orizzontalità» e «Tempo». Abbiamo riunito i tre sommi valori simbolici della Croce. Coincidenze? Nella chiesa di San Marino, fra le varie reliquie, c’era una scheggia della Sacra Croce che, così dicono le cronache, salvò Pavia dall’assedio dei francesi del 1655. Da allora, ogni 15 settembre, dalla chiesa di San Marino si snodava una processione con esposizione di quella sacra reliquia.Paolo Severi
Pavia
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