
Un sondaggio per S. Marino
Severi: «Volete la chiesa o un centro di cultura?»

La chiesa di San Marino Il comitato ha formulato un breve questionario che sta diffondendo in città
PAVIA. Il Comitato spontaneo per la riapertura della chiesa di San Marino lancia un sondaggio sulla futura destinazione del tempio. Il volantino diffuso in città ha 4domande. La prima: la chiesa, una volta riaperta, deve servire solo al culto, o solo all’arte e alla cultura, o sia al culto, sia all’arte, sia alla cultura, o deve rimanere chiusa altri vent’anni? La seconda domanda: i lavori di restauro devono essere decisi o dal Comune o dalla Curia o concertanti da Comune e Curia o concertati da Comune, Curia e cittadini?
| Terza domanda: i lavori di restauro devono essere o totali, innovativi e grandiosi, o rispettosi della storia antica e recente, o partecipati da citatdini, studiosi e scuole, o essenziali e veloci per potere riaprire subito la chiesa. Quarta domanda: dal momento che la partecipazione dei cittadini è sempre stata scarsa, anche stavolta essi si limiteranno a brontolare, o la partecipazione sarà fondamentale per San Marino, o la partecipazione sarà fondamentale per tutta la città. Il sondaggio viene distribuito in questi giorni. Lo scopo è di tenere desta l’attenzione della città sulla chiesa di San Marino. «Da quando ho costituito il Comitato – dice Paolo Severi – sto parlando dei problemi di questa bella chiesa con centinaia di persone. È un’esperienza fantastica. Ovviamente, dato che la chiesa è stata chiusa circa vent’anni fa, solo chi ha una certa età mi racconta di quel luogo con partecipazione e passione. E i racconti si assomigliano molto: “Quando venivo in città, non mancavo mai di entrare in questa chiesa. C’era sempre esposto il Santissimo, e una preghiera la recitavo proprio volentieri”. “La messa della Domenica, la seguivo nella | Chiesa vicino a casa, ma quando era possibile, venivo qui, magari anche solo per pochi minuti di raccoglimento”. “Mi manca molto questa chiesa”. “Ma perché l’hanno chiusa? Se era un problema di restauro, in questi anni potevano costruire una cattedrale. Se era un problema politico, da quando è chiusa è passata una generazione, e abbiamo sentito promesse e solo promesse”». «Quando poi spiego – continua Severi – che c’è un progetto per trasformare la Chiesa di San Marino in una sala per conferenze, con uno schermo per proiezioni al posto dell’altare e un ascensore per andare dal soppalco alle cantine, nessuno ci crede. E fanno bene, perché questo progetto è stato ufficialmente bocciato dalla Curia, e meno male. E’ sbagliato addossare tutte le responsabilità alla classe politica. Sia la Curia, sia i cittadini di questa bella città addormentata hanno il loro carico di responsabilità. La chiesa di San Marino oggi è diventata un’icona, un simbolo. Se lasciamo fare supinamente, limitandoci a borbottare, oltre che continuare ad assistere a una fuga di cervelli, turisti, industrie, clienti, soldi e possibilità, vedremo svanire anche l’ultima dea». |
















