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10-La preside Tarditi adesso rilancia

La chiesa di San Marino a Pavia

LA CHIESA

La preside Tarditi
adesso rilancia

di Sisto Capra

PAVIA. «Il nostro progetto per il recupero della chiesa di San Marino resta sempre valido e lo riproponiamo, nella speranza che il Comune, la diocesi e il mondo economico culturale lo prendano in considerazione . Chi parla è Adriana Tarditi, preside dell’Istituto d’istruzione superiore Alessandro Volta, che a suo tempo aveva affidato all’architetto Alberto Arecchi, il presidente di Liutprand che è anche docente del Volta, di predisporre il progetto, poi resentato nel giugno del 2003. L’Istituto ha anche proposto a Comune, Curia vescovile e alle varie associazioni culturali di dare vita a un Comitato per San Marino.

Nel Comitato, secondo il Volta, avrebbero dovuto partecipare anche la Camera di Commercio e le banche locali con le loro fondazioni. Due progetti. Sono dunque due i progetti in campo per riportare alla dignità la chiesa affacciata sulla piazzetta di via Siro Comi e che venne costruita nel 533 dal re dei Longobardi Astolfo: il martire scalpellino del Monte Titano, la cui spoglie forse riposano a Pavia da qualche parte, gioirà dell’operosa solerzia dei suoi “concittadini” (e magari lancerà un sommesso e accorato invito: “Perché non venite a scoprire dove giaccio?”). Tra l’altro, venerdì 3 settembre ricorre la festa di San Marino, patrono dell’omonima Repubblica. L’iniziativa di Gatti. L’altro progetto lo predispose nel 1998 l’Ufficio tecnico del Comune, come ha informato il vicesindaco e assessore alla cultura Eligio Gatti, il quale ha anche detto che l’amministrazione ha aderito all’iniziativa di un gruppo di abbazie e luoghi di culto europee, che hanno costituito una rete per partecipare a bandi di gara dell’Unione Europea finalizzati all’ottenimento di fondi. La proposta Tarditi. Intanto, però, l’Istituto d’arte Volta rilancia. «Il restauro e la valorizzazione di San Marino – dice la preside Tarditi – è da tempo al centro dell’attenzione del nostro istituto. Abbiamo affidato a un nostro professore, Arecchi, il compito di predisporre il progetto, vista la sua lunga esperienza nel programmare azioni di sviluppo nei Paesi emergenti. Finora, però, non abbiamo avuto aperture dal Comune, al di là dei primi peraltro utili contatti. Peccato, ma siamo sempre qui. Preciso che il nostro non è un progetto architettonico ma di coinvolgimento

«Comitato per San Marino»
Lo propone l’Istituto d’arte Volta a Comune e Curia

Adriana Tarditi

 

 

La scuola ha affidato
ad Arecchi la redazione
di un progetto
di recupero del tempio

operativo di diverse controparti, al fine di sensibilizzare, su un bene culturale, la popolazione e possibili enti finanziatori. Quindi, si tratta di un vero e proprio piano di fattibilità complessivo, calato nel territorio come prevedono le ultime tendenze di sviluppo e di riforma per la scuola italiana». La riunione del 2003. Il progetto di recupero e valorizzazione della chiesa di San Marino venne elaborato da Arecchi nell’aprile del 2003 in vista di una riunione a giugno nella quale il Volta intendeva proporre la costituzione del comitato. Vennero coinvolti anche la scuola media Casorati, la cui sede staccata si trova nell’antico monastero, e il Centro servizi amministrativi. Per il Comune si interessarono l’assessore al patrimonio Francesco Adenti e il capo di gabinetto del sindaco Ivana Dello Iacono. Si dissero poi interessati il conservatore dei beni artistici e architettonici della Curia don Siro Cobianchi, il preside della Casorati Lorenzo Fergonzi, la professoressa Daniela Lazzaroni in rappresentanza del Csa e un gruppo di commercianti della zona, interessati a riportare San Marino ai sui antichi splendori. Il piano del Volta. Il Volta formalizzò la propria proposta in una riunione appositamente convocata il 6 giugno 2003. Parteciparono le componenti scolastiche, non il Comune e la Curia. Il progetto rilevava che le condizioni della chiesa erano di abbandono ma lo stato di conservazione era ancora accettabile. L’Istituto Volta suggeriva di promuovere la costituzione di un “Comitato per San Marino” e cogliere la scadenza del 2006 (1250 anni dalla destinazione del monumento a mausoleo del re longobardo Astolfo) come data entro la quale avviare una serie di azioni di rilievo, monitoraggio completo dell’edificio della chiesa, con i suoi beni immobili (valori architettonici e pittorici) e mobili (arredi, altari, altre opere d’arte in essa contenute); valutare l’opportunità di eventuali consolidamenti statici o altre azioni di restauro; restituire a dignità l’area del sagrato; studiare e attuare forme e contenuti per l’apertura e la regolare fruizione del monumento. Al Comitato, secondo la proposta del Volta, avrebbero dovuto partecipare la Curia vescovile, il Comune, associazioni culturali come la Società di Storia Patria, gli Amici dell’Arte Cristiana, Italia Nostra, la scuola media Casorati, il mondo economico ed esponenti locali della storica famiglia Astolfi.
btt