«Se si installano sofisticati sistemi di rilevazione delle infrazioni del codice della strada, bisogna che le informazioni siano altrettanto tecnologiche ed efficienti, altrimenti c’è discrepanza fra quanto si pretende in multe, e quanto si offre in informazione!» Che banalità! L’informazione fredda e arida ha fatto il suo tempo. Oggi, l’informazione deve trascendere il suo mero aspetto utilitaristico e quantitativo; deve sconfinare nell’arte, nell’ecologia, nella cultura. Così è la segnaletica stradale pavese: immersa nel verde, ti ricorda che l’ecologia è qui, ora.

(Viale Campari) Vuoi mettere come sarebbe squallido quel grosso cartello pieno di informazioni inutili, senza un bell’albero davanti?


(Viale Gorizia) E quel semaforo, là, in cielo… la colonia di pappagalli extracomunitari che si è installata all’Orto Botanico si deve integrare con il nostro stile di vita, e la deve smettere di volare disordinatamente.

(Viale Argonne) E cosa vuoi mai che sia un frontale perché il cartello di divieto di transito è avviluppato da verdi frasche! L’ecologia innanzi tutto, per Diana Cacciatrice!


(Passaggio a livello di San Giovannino) Cosa difendono, da sguardi indiscreti, questi arbusti? Un viandante, attento e curioso, solo se percorre il marciapiede lo può intuire. Un cartello di passaggio a livello, un semaforo per passaggio a livello e un cartello di avviso di pericolo. Agli automobilisti, no: a loro, non è dato di sapere! Così imparano ad andare in auto, invece che a piedi o in treno!

(nuova tangenziale) Le Terme di Miradolo, oasi in mezzo al verde, hanno già contagiato di verde anche questo cartello, posto in mezzo al bosco, senza una strada da seguire. Resta però il concetto astratto di “viaggio”!

(via Sant’Ennodio) Questa segnaletica è per gli appassionati di enigmistica. Fra le possibili soluzioni, c’è la “supercazzola prematurata con scappellamento a sinistra”.

(Piazza E. Filiberto) Una rotonda grande come una grande piazza; una via enorme… e un unico, piccolo, timido segnale indica che, forse, sarebbe il caso di girare da quella parte lì… Tutti i giorni qualcuno si sbaglia, ma, si sa, è sbagliando che si impara.

(statua della Minerva) Il seguito, alla prossima puntata, perché ho l’impressione di avere dimenticato qualcosa. Ma, per finire, una foto con quiz: “Quale delle due statue affiancate porta più sfiga?”
Stralcio di questo articolo è stato pubblicato sul settimanale “Il Punto” il giorno 27 agosto 2007.
















