
Pulite il letto del Ticino Bisogna dragarlo, è urgente
Il Ticino è in secca, che lo puoi attraversare a piedi. Due gocce d’acqua, e si gonfia all’improvviso. Sbalzi di metri nell’arco di giorni, non sono più una novità. I motivi sono pochi, e vale la pena ricordarli. La diga all’uscita del Lago Maggiore, i canali che assorbono acqua per l’agricoltura, la campagna che ha sottratto terreno ai boschi, i canali scolmatori che riversano nel fiume porcherie: da secoli conviviamo con queste realtà. La novità degli ultimi anni è il Parco del Ticino, con il suo divieto di dragare il fondo del fiume. Questa pratica del “non fare” ha delle conseguenze sull’equilibrio idro-geologico del letto del fiume, del suo sotto-suolo e del suo circondario. Provate ad andare alla diga da cui si genera il Ticino. Per le prime centinaia di metri, c’è un rigagnolo insignificante. Man mano che si procede verso valle, la portata d’acqua aumenta, e nel giro di pochi chilometri il fiume è spumeggiante e rigoglioso, e si aprono canali a portare via acqua per l’agricoltura e le industrie. Notare: non ci sono affluenti, e l’acqua continua ad aumentare; è evidente che si tratta di acqua sorgiva. La quasi totalità dell’acqua del nostro Ticino è sorgiva, e questo lo rende unico. – Per sua natura il fondo del fiume è costituito di sabbia e ghiaia. Questo permette un continuo scambio idrico fra le acque che scorrono sopra (il fiume vero e proprio), e quelle che scorrono sotto (una sorta di fiume sotterraneo, che si snoda in un groviglio di meandri, passaggi, percorsi, grotte, cavità, laghi, e chi sa che altro. Non conosciamo niente della portata del fiume sotterraneo, dei suoi percorsi, delle falde con cui è in comunicazione, degli scambi col fiume che scorre sul suo letto. – Se non si draga il fiume, gli scarichi industriali e le fanghiglie dei canali scolmatori rendono impermeabile il fondo del fiume, interrompendo gli scambi idrici col fiume che scorre sotto. – Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le piene si fanno più frequenti e improvvise, il fiume è sempre più morto, e politicanti del tutto ignoranti delle più elementari leggi di idrodinamica dicono che, se si fosse dragato il fiume di un metro, l’ultima piena sarebbe stata inferiore di pochi centimetri. – Se il letto è impermeabile, l’acqua non può defluire verso il sotto, malgrado la pressione notevole della piena. Se il letto è pulito, se i collegamenti con le mille e mille sorgenti sono aperti, le stesse sorgenti, anziché fornire acqua, sotto la pressione della piena l’acqua la assorbirebbero, portandola verso le falde freatiche più profonde. – Dragando, e tenendo pulito il letto del fiume, il suo corso sarebbe più regolare, le piene meno devastanti, l’inquinamento dovuto ai fanghi impermeabili verrebbe eliminato, i pesci e gli uccelli si moltiplicherebbero, le acque sarebbero più pulite, le falde freatiche meno inquinate, le rive più sicure. – La ghiaia e la sabbia raccolta, avrebbe un enorme valore industriale. Per l’edilizia, la sabbia del Ticino è fra le migliori del mondo. Una gestione intelligente delle cave porterebbe il nostro fiume a essere quello che per millenni è sempre stato: uno dei più bei fiumi del mondo. Che vantaggi ci sono a non tenere pulito il letto del fiume? Me lo dicano i politicanti che hanno ridotto il nostro Ticino allo stato di degrado e pericolosità attuale: io, non ne conosco neanche uno.
Paolo Severi
Pavia
















