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1-Presentazione del Libro Bianco

Il “Libro Bianco” è una raccolta di quanto pubblicato, proposto, dibattuto, divulgato sul problema della chiesa di San Marino da parte del “Comitato”,da altre organizzazioni culturali o politiche, da studiosi e da privati cittadini. Il “Libro Bianco” è disponibile in versione cartacea presso la nostra sede.

COMITATO SPONTANEO PER LA RIAPERTURA DELLA CHIESA DI SAN MARINO

Paolo Severi

Da quando, non so se spinto da un lampo di saggezza o di follia, ho costituito il “Comitato Spontaneo per la riapertura della Chiesa di San Marino”,  sto parlando dei problemi di questa bella Chiesa  con centinaia di persone. È un’esperienza fantastica. Ovviamente, dato che la Chiesa è stata chiusa circa vent’anni fa, solo chi ha una certa età mi racconta di quel luogo con partecipazione e passione. E i racconti si assomigliano molto: «Quando venivo in città, non mancavo mai di entrare in questa Chiesa. C’era sempre esposto il Santissimo, e una preghiera la recitavo proprio volentieri.»  «La messa della Domenica, la seguivo nella Chiesa vicino a casa, ma quando era possibile, venivo qui, magari anche solo per pochi minuti di raccoglimento.» «Mi manca molto questa Chiesa.» «Ma perché l’hanno chiusa? Se era un problema di restauro, in questi anni potevano costruire una cattedrale. Se era un problema politico, da quando è chiusa è passata una generazione, e abbiamo sentito promesse e solo promesse.» «É stata la prima chiesa a Pavia a celebrare la messa nel tardo pomeriggio.» «Da ragazza, prima di un compito in classe, andavo sempre per un minuto di raccoglimento nella Cappella di Sant’Espedito.». Quando poi spiego che c’è un progetto per trasformare la Chiesa di San Marino in una sala per conferenze, con uno schermo per proiezioni al posto dell’altare e un ascensore per andare dal soppalco alle cantine, nessuno ci crede. E fanno bene, perché questo progetto è stato ufficialmente bocciato dalla Curia, e meno male. Non sto parlando solo con gente che ha vissuto la Chiesa come accogliente luogo di culto, ma anche con storici, architetti, studiosi, politici, associazioni culturali, associazioni politiche, assessori e così via.

SAN MARINO: LA RIVOLUZIONE DELLE PIETRE

Quando Dio creò l’uomo, lo fece impastando della terra; così si esprimono quasi tutte le religioni conosciute.

L’atto dell’uomo che lavora, trasforma la terra, è quindi un po’ un’imitazione del lavoro divino. Sotto quest’aspetto, la lavorazione della terra e delle pietre, e di quelle preziose in particolare, acquista una nuova luce.

San Marino era uno scalpellino che veniva da lontano, e lavorava le pietre per costruire le strade del mondo. Ma quel mondo non gli andava bene, e decise di costruire uno spazio che andasse bene a lui e a chi lo seguiva. Lavorava le pietre, sapeva che il suo era un lavoro sacro, e volle alzare il tiro: anziché lavorare dei sassi, decise di lavorare una montagna!

Lui e i suoi compagni trasformarono il Monte Titano.

A quell’epoca c’erano solo regimi autoritari, monarchie e principati più o meno legati alla Chiesa, e Marino, uomo di chiesa, fondò una repubblica! Delle dimensioni di un modesto principato, ma repubblica!

Oggi, quello stato si vanta di essere la più antica repubblica del mondo.

San Marino è il santo protettore di chi lavora le pietre; per quanto detto, non è certo un santo di secondo piano. Provate a pensare a come sarebbe il mondo se la lavorazione delle pietre fosse vissuta con l’ottica del sacro, anziché con la grossolana ottica del profitto immediato. Ovviamente, per “Sacro” non intendo le burocrazie religiose delle varie fedi, ma la partecipazione alla “Natura”, che è il corpo del divino per tutte le religioni di questo mondo. Il fatto che la gran parte delle religioni, o dei loro apparati burocratici, di questi tempi si siano allontanati da questi valori, è un elemento temporaneo di scarsa importanza.

Ed ecco che San Marino diventa un simbolo, un’icona per un nuovo modo di vivere.

A Pavia esiste una splendida chiesa dedicata a questo santo; la sua cripta ha ospitato per secoli il riposo delle spoglie di San Marino. Oggi, la chiesa è abbandonata a se stessa, senza nessun apparente motivo. Sorge un dubbio. Non sarà che le forze che oggi dominano il mondo, che sono diametralmente opposte a quelle che deriverebbero da una rilettura della sacralità della pietra e della terra, tendano a mettere in ombra, eliminare dalla memoria, i simboli di questa stessa sacralità? Ogni pietra diviene “preziosa” nel momento in cui diventa “ricerca del bello nelle piccole cose”. Di questo atteggiamento spirituale, cosa è rimasto a Pavia, oltre a una chiesa semidiroccata? Gli splendidi vicoli sono sconosciuti agli stessi pavesi, mentre le strade principali sono un susseguirsi di anonimi negozi, uguali a se stessi in tutto il mondo occidentalizzato. Eppure… Provate a guardare il rosone della nuova (si fa per dire) facciata della Chiesa: non è forse identico al disegno della parte frontale di una pietra preziosa?

Per me, vecchio tagliatore di pietre preziose, trovarmi di fianco alla chiesa del Santo Protettore della mia categoria, è diventata un po’ una sfida. Ho dedicato la mia vita allo studio e alla diffusione di una sana cultura gemmologica. Mi sento un po’ in debito con questo grande Santo.

Ho deciso di far riaprire, in modo degno, la sua bellissima Chiesa!

Riaprire la Chiesa di San Marino, associando la sua riapertura al fiorire di una nuova “sacralità” della pietra, può essere un evento di portata epocale.

SAN MARINO: I PRIMI RISULTATI DEI SONDAGGI IN ATTO

Dall’analisi statistica delle prime centinaia di schede di adesione al Comitato, risulta subito evidente un forte desiderio di partecipazione da parte dei cittadini, malgrado l’abitudine a subire brontolando. Se otterremo risultati, sarà anche un’iniezione di fiducia nelle concrete possibilità di “partecipazione” da parte di cittadini consapevoli di vivere in una splendida città, che merita senz’altro più attenzione, sia da chi la governa, sia dagli organi internazionali, sia, e soprattutto, da chi la vive.

Che risultati abbiamo ottenuto finora? Ne abbiamo ottenuti di molto importanti, che vale la pena di anticipare.

Sappiamo che nel 1998, in vista del Giubileo, era stato presentato un primo progetto, inattuato perché non finanziato. Recentemente, il Comune ci ha presentato un nuovo progetto di “recupero” che né il Vescovo, né la Soprintendenza hanno visto; per fortuna, nemmeno questo progetto è stato attuato. Grazie a noi, la Curia lo ha bocciato senza possibilità di appello. Quel progetto prevederebbe, fra l’altro, lo sfondamento di una volta antica per permettere il passaggio di un ascensore – montacarichi, e l’ampliamento della superficie delle finestre della cripta.

Un’assurdità? No, se si vuole avere l’agibilità per un negozio.

E scusate se è poco!

btt