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14- Riapertura che nale un ex voto

PAVIA

S. Marino, riapertura che vale un ex voto

Un’altra volta, capita quasi per caso che anche il pubblico apprenda di un tesoro di cui (quasi) – riprova di quanto già scrisse Elisa Giardini quasi premonitoramente due secoli fa, e cioè che dall’oggi all’indomani si perde la memoria di quello che ancora appena irti esisteva ancora (e questo vale anche per luoghi che esistono ancora fisicamente) – si era perso traccia. E la chiesa di San Marino, vero gioiello da riscoprire, per la cui riapertura c’è ora un felice concorso di voci, felice unisono che ora, con l’iniziativa a favore della riapertura da parte dei commercianti della zona, si rivela di buon augurio, potrebbe riprendere il posto dignitoso che le spetta nel concerto delle chiese romaniche, vere «mirabilia» di Pavia. Anche se siamo, per ora sempre al livello di speranza – ma è una delle virtù cardinali – gli auspici favorevoli per la chiesa ci sono e portano principalmente l’impronta dell’architetto Alberto Arecchi e del preside Lorenzo Pergonzi che con nobile senso civico hanno «interpellato» Comune e cittadinanza, ricordando l’importanza delle chiese e degli importanti contributi di testimonianza ad essa dedicati quale lo studio degli allievi della scuola media Casorati. Anni fa, nel ’95 o 96, se ricordo bene, la chiesa aveva anche beneficiato di una riapertura simbolica nelle due giornate di primavera del Fai. Se si volesse, agevolati dal fatto che la chiesa, chiusa dall’88, per fortuna non è mai stata sconsacrata, sulle basi gettate da Arecchi, Pergonzi, altri studiosi e ora anche dai commercianti della bella contrada, interessarvisi più attivamente, si riscoprirebbe quel gioiello con il terzo campanile romanico di Pavia (dopo quello di S. Michele e S. Giovanni Domnarum), l’interessante facciata dove grazie ai lavori dell’architetto Arecchi sono tornate in vista gli archetti salienti di puro romanico, un interno che vanta tra l’altro un bel coro e l’importantissima pala del Giampietrierino. E così… sotto l’egida di San Marino e con l’operosa sensibilità «liutprandiana» di Arecchi, Pergonzi e gli stessi cittadini, Pavia riprenderebbe, farebbe di nuovo risplendere un petalo che altrimenti rischiava di smarrirsi del tutto, della sua corona di fiori, fiore fiore romanico, fior di corone, di ferro ed altro.
Georg Duhr Canneto Pavese

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